Gazzetta di Reggio

Sport

«Arbitri scarsi e arroganti, mi dimetto»

di Roberto Tegoni
«Arbitri scarsi e arroganti, mi dimetto»

Calcio Torneo della Montagna: il presidente del Castelnovo Capitale Gabriele Confetti: «Fa male uscire così, io lascio»

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELNOVO MONTI. Rabbia, rammarico, delusione. Sentimenti che il giorno dopo la precoce eliminazione dal Torneo della Montagna non sono stati smaltiti in casa Castelnovo Capitale. I campioni in carica escono con due giornate di anticipo dalla competizione estiva per eccellenza della nostra provincia e non potranno difendere il titolo vinto meritatamente nella passata edizione del Montagna. Quali sono i perché di questa clamorosa eliminazione? Ci aiuta ad analizzare la Caporetto bismantovina il presidente-ultras Gabriele Confetti.

«Ora che siamo eliminati, è evidente, onoreremo il torneo fino in fondo giocando con i nostri ragazzi locali. Sono ancora molto arrabbiato - confessa - ma intanto domenica sera abbiamo fatto festa al mio bar per motivare i ragazzi e ringraziare tutti».

Conferma l'intenzione di non iscrivere la squadra la prossima edizione?

«Io mi dimetto da presidente del nostro piccolo club. Siamo in cinque, se gli altri vorranno fare ancora il Montagna, si prenderà una decisione. Comunque c’è un anno davanti per pensarci, anche se ci metto sette mesi per organizzare tutto, tra giocatori, sponsor anche di Reggio… Vedere vanificare tutto così, senza nemmeno potersela giocare, fa male».

Cos’è successo quest'anno?

«In ogni partita c'è stato un episodio a sfavore in apertura. Un gol a freddo, un’espulsione ingiusta. Con il Leguigno era una partita importantissima e l'arbitro l'ha indirizzata spudoratamente. Ci ha dato addosso anche nelle piccole cose. Conosco i limiti dei direttori di gara del Csi, ma così ti passa la voglia. Sono scarsi e si permettono di fare gli arroganti».

Eppure la squadra non era male…

«Siamo una buona squadra. L’anno scorso ci è girato tutto bene, quest’anno tutto contro come prendere gol sempre dopo pochi minuti. Domenica il rigore c’era, ma sta nel buon senso di un arbitro non cacciare un giocatore dopo 50”».

Qual è il rammarico maggiore?

«La partita di domenica doveva essere uno spettacolo. Avremmo potuto perdere anche 2-0 e avremmo stretto la mano alla Borzanese. Ma perdere senza nemmeno avere la possibilità di giocarla non mi va giù. E poi i nostri tifosi: sono bellissimi, colorati, corretti, li portiamo in giro per la montagna e facciamo fare cassa a tutte le squadre. Il torneo perde tanto folklore senza di noi».

Deluso dagli esterni?

«Abbiamo confermato quelli contro il Corneto, perché avevano fatto benissimo. In generale siamo partiti male, poi pensavamo di aver trovato la giusta quadratura con giocatori competitivi come Cesca, Peluso e Paladin. Ma la gara di domenica è nata storta come tutte le altre. Onore alla Borzanese che, forse, avrebbe vinto ugualmente».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google