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L’Arbor cancella la prima squadra

di Riccardo Bellelli
L’Arbor cancella la prima squadra

Basket, il presidente Borelli: «La crisi e due retrocessioni ci hanno costretto a fare questa scelta»

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REGGIO EMILIA. Purtroppo l'Arbor si aggiunge alla lista delle storiche società del basket reggiano che vedono sparire la prima squadra. L’annuncio arriva direttamente dal presidente Corrado Borelli: «L'intenzione è quella di andare avanti solo con le giovanili senza una prima squadra».

Perché vi siete trovati a prendere questa decisione?

«Non abbiamo giocatori adatti per fare un campionato di Promozione, al limite si potrebbe pensare ad una prima divisione con i giovani che quest’anno erano in serie D».

La società ha avuto un netto tracollo. Come mai?

«Ci sono tre ragioni. In primo luogo le due retrocessioni hanno intaccato la voglia di continuare a impegnarci su una prima squadra. Secondo, il fattore economico visto che è sempre più difficile trovare sponsor anche perché ormai la Pallacanestro Reggiana si accontenta di cifre anche basse e gli sponsor si concentrano su di lei che ha più visibilità. Una volta non era così, chi aveva soldi da mettere andava da loro, chi ne aveva meno doveva guardare a realtà più piccole. Terzo, il nostro settore giovanile non ha prodotto di livello per la Promozione».

L’Arbor da tantissimi anni è una realtà affermata nella nostra provincia , come mai questa carenza di giocatori?

«Noi non facciamo selezione come altri club, abbiamo una finalità sociale, da noi giocano tutti e questa filosofia ha portato a questa situazione. Prendere atleti da fuori, col costo dei parametri sarebbe impensabile».

I parametri da tempo sono motivo di lamentela da parte delle società. La federazione pensa arriverà a rivederli al ribasso?

«Da un certo punto di vista possono essere giusti, un premio per le società che producono buoni giocatori, però per altre sono un costo notevole».

Quindi a quali campionati vi iscriverete?

«Il nostro club affronterà tutti i campionati giovanili, dal minibasket all'Under 20».

Anche quache campionato Elite?

«No, non abbiamo giocatori per poterlo fare, e questo la dice lunga».

Avete pensato ad alleanze o fusioni con altre società?

«No, avevamo provato tempo fa con Cavriago, c’erano stati dei contatti ma i risultati non sono stati quelli sperati. Queste cose non portano a nulla di buono. In più cala sempre il numero di volontari. Ormai si fa fatica a trovarli e la prima squadra richiede persone e tempo».

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