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Basket serie A

Kaukenas, l'uomo della svolta per la Grissin Bon

di Adriano Arati
Kaukenas, l'uomo della svolta per la Grissin Bon

Il campione lituano è arrivato a Reggio dopo una carriera stellare ma ha insegnato la fame di vittorie agli altri

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REGGIO EMILIA. Quando nel dicembre 2013 Reggio Emilia annunciò l’ingaggio di Rimantas Kaukenas, in quello stesso momento entrò di diritto tra le società di vertice italiane. Quel giorno la Grissin Bon metteva le mani su uno dei dominatori del basket tricolore dalla metà del decennio scorso, un giocatore e un uomo rispettato a livello europeo, un vincente che non avrebbe mai accettato una soluzione di compromesso.

In questi due anni e mezzo di militanza biancorossa, la guardia di Vilnius ha mostrato a tutti le proprie qualità tecniche ad atletiche e soprattutto la propria mentalità. Un professionista assoluto, sempre con la testa sull’obiettivo a costo di sfiancare chiunque gli fosse a fianco. In questo periodo Kaukenas è stato limitato dagli infortuni, con i recuperi che l’avanzare dell’età rendevano fisiologicamente più lunghi. Ma non ha mai fatto mancare la dedizione. Sono ormai nella leggenda le sue corse all’alba al parco delle Caprette sotto la pioggia, quando il malanno alla spalla lo limitava negli altri allenamenti, così come gli sforzi del personale biancorosso per tentare di calmare la sua foga. Sempre il migliore nei test fisici e uno dei più in forma anche a fine giugno dopo la devastante cavalcata che ha portato sino alla finale scudetto. In gara 1 a Milano coach Repesa ha scritto “39” sulla lavagnetta per ricordare ai suoi l’età di chi li stava facendo a fette: un trucchetto, ma anche un riconoscimento di stima assoluta. Ogni stagione biancorossa di Kaukenas ha migliorato quella successiva. Nel 2014 la Grissin Bon vince l’Eurochallenge e si ferma ai quarti scudetto nella tiratissima serie con Siena; nel 2015 approda alla finalissima e nel 2015/16 la replica, con la finale, la vittoria della Supercoppa con Kaukenas capitano e il primo passaggio del turno in Eurocup.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.13782908:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.13782908:1649475837/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Quando è approdato a Reggio il lituano era già nella fase calante di una carriera stellare, che ha come unico cruccio l’assenza di vittorie in Eurolega. Nato alla periferia della capitale Vilnius l’11 aprile 1977, malato di basket e cresciuto nel mito della nazionale olimpica del 1992 guidata da Sabonis e Marciulonis, giovanissimo è andato negli Usa per inseguire un futuro da “pro”. High school, poi il prestigioso college di Seton Hall e nel 2000 il ritorno in Europa. Israele, Lituania, Belgio, Germania e nel 2004 l’approdo in Italia a Cantù. Una buona annata sotto Sacripanti prima di passare con parecchi compagni di squadra a Siena. E qui si entra nella leggenda. È uno dei cardini della Siena invincibile, con cui ha vinto 5 scudetti, 4 Supercoppe e 3 Coppe Italia. Rimane in Toscana sino al 2012, con un “salto” nel 2010, quando Messina lo chiama al Real Madrid. Nel 2012 torna in Lituania, coi Lavrinovic vince lo scudetto e, dopo una breve tappa al Tau approda a Reggio.

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