Kaukenas commosso «Grazie dell’affetto Allenare? Chissà...»
Ieri la prima uscita di Rimas dopo l’addio al basket «Non escludo di collaborare con la Grissin Bon»
REGGIO EMILIA. Un grande abbraccio e l’ennesima testimonianza di affetto da parte di oltre 200 tifosi: è quello che Rimantas Kaukenas ha trovato ieri sera al Conad “Le Vele”, dove il capitano è apparso in pubblico per la prima volta dopo la notizia shock dell’addio al basket giocato. Non poteva essere diversamente, visto quello che ha fatto per la Grissin Bon e Reggio in queste stagioni. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.13782200:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/sport/2016/07/07/news/kaukenas-dice-addio-al-basket-la-scelta-piu-dura-della-mia-vita-1.13782200]]
L’occasione per il bagno di folla è stata fornita da un evento di solidarietà, la vendita di magliette della sua associazione benefica, la RK Charity che aiuta i bambini affetti da cancro e le loro famiglie.
La commozione era visibile sul volto del capitano che ha voluto ringraziare ancora una volta i reggiani per come hanno accolto lui e la sua famiglia in questi anni. Sono arrivati tanti attestati di stima nei suoi confronti. Il campione ha firmato tanti autografi e si è concesso per le foto con i suoi sostenitori.
La netta sensazione è che si tratti di un arrivederci e non di un addio: Kaukenas non sa ancora cosa farà nel futuro immediato ma il suo legame con l'Italia e con la città è forte quindi non è escluso che nascano collaborazioni come già era successo con Slanina.
Il campione lituano ha perfino un attimo di indecisione quando gli viene chiesto se potrebbe ripensarci.
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Di certo non smetterà di occuparsi della sua fondazione. «Sono più di quattro anni che lavoriamo in team per aiutare i bambini. E' una cosa a cui tengo e mi reputo fortunato ad aver trovato tante persone pronte ad aiutarmi. Da solo potrei fare poco».
Pensa che aprirà una sede anche in Italia della sua associazione?
«Mi piacerebbe, ma devo trovare le persone per farlo».
Quali sono i suoi programmi per i prossimi mesi?
«Non lo so sinceramente, non ho avuto il tempo di pensarci».
Potrebbe ripensarci? Magari giocare in qualche squadra a più basso livello?
«Mah, è stata una scelta davvero difficile, la più difficile della mia vita, non ci ho dormito per diverse notti"».
Le piacerebbe allenare?
«E' una possibilità, vedremo».
Ci sarà qualche collaborazione con la Pallacanestro Reggiana?
«Chissà, non lo escludo».
Cos'ha provato leggendo tutti gli attestati di stima che le sono arrivati da tutto il mondo?
«Mi sono commosso leggendo tante belle parole da tanta gente. Il complimento più bello è stato quello di chi mi ha scritto dicendosi sorpreso che mi ritirassi così presto. A 39 anni».
Quali sono i momenti più belli che ricorda di questi suoi anni reggiani?
«Ogni stagione è stata speciale, ovviamente le vittorie sono state bellissime, ricordo il viaggio a Samara (in Russia, alle Final Four Eurochallenge, ndr) un viaggio lunghissimo, siamo arrivati la mattina e la sera abbiamo giocato e vinto anche se eravamo stravolti dal viaggio. Porto con me tutte le gare casalinghe davanti al nostro pubblico».
Cosa le mancherà?
«La gente, la passione che ho sentito qui e il basket».
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