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Muore il sogno olimpico dei reggiani

di Linda Pigozzi
Muore il sogno olimpico dei reggiani

Basket: a Rio vola la Croazia vincente nella finale, Melli non eguaglia mamma Julie, in campo all’Olimpiade di Los Angeles

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REGGIO EMILIA. Abortito per mano della Croazia il sogno azzurro di volare all’Olimpiade di Rio, i reggiani doc Riccardo Cervi e Nicolò Melli, e il biancorosso Pietro Aradori hanno visto interrompersi decisamente prima di quanto sperato, l’estate con la nazionale. Non ce l’ha fatta l’Italia a vincere l’infinita finale del preolimpico di Torino, conclusasi sabato sera fra le lacrime all’overtime.

Chi, da Torino esce vincitore a prescindere dal risultato, è senza dubbio Nicolò Melli.

Reggianissimo, uno dei migliori prodotti di sempre del settore giovanile biancorosso, l’ala ha dato tutto nella maledetta finale contro la Croazia, così come aveva saputo fare nella semifinale con il Messico. Sabato però il suo sostanzioso apporto alla causa non è stato sufficiente.

Troppo fragile sotto le plance l’Italia, per poter pensare di fermare la furia della Croazia del monumentale Saric. Saranno quindi gli uomini di Petrovic a salire sul volo diretto in Brasile e a giocarsi l’Olimpiade con Serbia (vincitrice del preolimpico di Belgrado), Francia (che ha battuto ieri il Canada nel torneo di Manila), Usa, Venezuela, Cina, Australia, Argentina, Spagna, Brasile, Lituania e Nigeria.

Non ce la farà quindi Nicolò Melli, fresco di scudetto con i tedeschi del Bamberg, a eguagliare mamma Julie Vollersten che ben 32 anni fa prese parte all’Olimpiade di Los Angeles con la nazionale statunitense di volley conquistando la medaglia d’argento.

Non ha toccato il campo nella finalissima Riccardo Cervi, mentre Pietro Aradori - appannato e stanco - in finale non ha saputo essere incisivo. Ieri, l’esterno biancorosso ha affidato a Facebook l’eloquente messaggio: «Grande delusione per noi, quelli in campo, quelli in tribuna e quelli a casa davanti alla tv. Se non si vince in casa propria davanti a 14mila persone , tutte a tifare per noi, dobbiamo guardarci allo specchio e vedere dove si è sbagliato...».

Un messaggio concluso però con il significativo: «Si tornerà più forti di prima».

Prima, però, c’è un’estate più lunga di quanto sperato e la stagione con la Grissin Bon, questa si spera il più lunga possibile.

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