«Essere uno dei perni di un club importante mi riempie di orgoglio»
REGGIO EMILIA. Ultimo a parlare in via Agosti prima delle vacanze e primo ieri al ritrovo è stato Alessandro Spanò, il capitano in pectore della Reggiana, pronto a tuffarsi nella sua terza stagione...
REGGIO EMILIA. Ultimo a parlare in via Agosti prima delle vacanze e primo ieri al ritrovo è stato Alessandro Spanò, il capitano in pectore della Reggiana, pronto a tuffarsi nella sua terza stagione in maglia granata.
«Proprio così - commenta il centrale difensivo- e ho notato che ci sono stati tanti cambiamenti tra nuovi soggetti entrati in società, altri a livello di staff oltre ai giocatori, alcuni già arrivati ed altri arriveranno. Questo mi induce a pensare che la società voglia fare le cose seriamente».
Quindi lei resterà alla Reggiana?
«La mia volontà coincide con quella del club di fare qualcosa di importante qua e ora penso solo al ritiro per arrivare bene alla Coppa Italia e all’inizio di campionato. Se in futuro arrivassero chiamate da categorie superiori e se la società le valutasse ne riparleremo, ma al momento ho avuto solo chiacchierate».
Dirigenti e giocatori nuovi: già avuti i primi contatti?
«Coi dirigenti ci siamo trovati adesso per la prima volta. Tra i giocatori ho conosciuto Ghiringhelli in Nazionale ed affrontato Guidone da avversario».
Come riparte?
«Con tanto entusiasmo e voglia di fare bene perché la società si sta impegnando, anche economicamente, quindi dovremo lavorare da subito e coi piedi per terra per dare tutto al mister ed al gruppo».
Le è stato riferito della grande risposta dei tifosi all’arrivo di Mike Piazza?
«Sì e sono contento perciò dovremo ripagarli durante la stagione».
Sa che potrebbe arrivare un altro centrale d'esperienza a contendere il posto a lei e a Sabotic?
«Più la rosa è competitiva meglio è, perchè ci saranno squalifiche ed infortuni perciò è bene avere persone di qualità pronte a subentrare».
Calcisticamente è cresciuto?
«Penso di sì perché ogni anno si cerca di migliorare».
Sarà ancora il capitano?
«A 22 anni sentirsi uno dei perni di una società così importante mi riempie di orgoglio ma per la fascia di capitano credo che sarà una decisione dell’allenatore».
Che obiettivo si è posto per questa stagione?
«Come giocatori non dobbiamo porci obiettivi di risultati prima di partire perché non ci compete, ma avere piccoli obiettivi quotidiani da raggiungere settimanalmente sul campo».
Per evitare di illudere i tifosi?
«Parlo di sacrifici, ma senza sbandierare traguardi importanti prima di cominciare».
Si è fatto un’idea di quali potranno essere le vostre rivali?
«Sarà un campionato tosto ma questo ci darà stimoli».
Lei resta l’unico “superstite” del gruppo di Busto.
«Dopo due anni a Reggio sento come fratelli anche quelli arrivati dopo e l'importante sarà formare un gruppo da subito. Siega l'ho sentito e gli auguro il meglio, che sia qua o in una categoria superiore».
Ci può parlare dell’esperienza sul Lago Vittoria durante le vacanze?
«Oltre al fatto umano era legata ad un progetto universitario e la conoscenza di nuove culture e persone arricchisce sempre».
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