Calcio, Carobbi non molla mai «Riparto da Scandiano»
Promozione: il bomber scalpita dopo quindici mesi di problemi fisici «La Scandianese è un ritorno alle origini e una questione... di famiglia»
SCANDIANO. Con quasi 180 gol nell'ultimo quindicennio, Paolo Carobbi non si sente un goleador da rottamare: il blasonato attaccante classe '81 è pronto per mettere la sua esperienza a disposizione della Scandianese.
Carobbi, come sta?
«Adesso bene, anche se continuo ad incrociare le dita perché lo stop forzato si è rivelato lungo e difficile. Nel marzo 2015 mi ero rotto il legamento crociato del ginocchio destro: da quel momento non ho più messo piede in campo, a parte una fugace apparizione all'Arcetana».
E poi?
«Poi il ginocchio ha ripreso a fare le bizze: si è reso necessario un ulteriore intervento che mi ha di nuovo tenuto fermo. Sono comunque molto grato al club del presidente Cilloni: mi ha manifestato grande vicinanza e supporto».
Come è nata la sua scelta di orientarsi verso l'undici boiardesco di mister Iemmi?
«Io ho cominciato nelle file dello Sporting Chiozza: quindi, la Scandianese rappresenta un gratificante ritorno alle origini. Poi mio padre fa parte del Consiglio Direttivo, e tra i neoacquisti c'è pure mio cugino Valerio Curti: tutto ciò mi ha dato ulteriore slancio nel tuffarmi in questo nuovo percorso».
Ha mai pensato di smettere?
«Non pensavo a ritirarmi quando ero infortunato, tantomeno ci penso adesso: ringrazio moltissimo la Scandianese, e garantisco fin da ora la massima dedizione per fare bene con la maglia rossoblù. Spero davvero che il fisico mi permetta di mantenere fede alle attese».
Quali saranno i vostri obiettivi?
«Siamo un organico ben assortito, con molti giovani di sicuro talento e alcuni "senatori" di spessore. Intravedo buone chance per ottenere un posto nella medio-alta classifica di Promozione».
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