Alla Reggiana arrivano Bonetto, Lafuente e Manconi
Presentati i tre giocatori che vanno a rinforzare la rosa: «Ci piace la filosofia granata. Onorare la maglia è il nostro obiettivo»
REGGIO EMILIA Héctor Otìn Lafuente, Jacopo Manconi e Mattia Bonetto – oltre a Jimmy Palmariello, attaccante classe '99 dell’Entella che va rinforzare (è in prestito) la Berretti granata – sono gli ultimi colpi del ds Grammatica.
I primi sono due attaccanti giovani, predisposti per giocare all'ala, con caratteristiche simili: calciano prevalentemente di destro e sono alti intorno a 1.80. Vanno ad integrare un reparto avanzato che, con la partenza di Antonio Letizia, annoverava solo Marco Guidone e Raffaele Nolè.
Lafuente, classe '96, arriva in prestito con diritto di riscatto e controriscatto dall'Entella: ha giocato anche nelle giovanili della Juve e del Saragozza, città nella quale è nato.
Manconi, milanese del '94, vanta già diverse presenze e tre gol in B col Novara ed alcune apparizioni in Nazionale Under 20 con tanto di marcature all'attivo.
Bonetto è un centrocampista classe '97 arrivato in prestito dall'Inter con la stessa formula dei colleghi sopracitati.
MANCONI. «Ringrazio della fiducia, avevo soluzioni in serie B ma questo progetto mi è piaciuto. C'erano Ascoli e Ternana ma non con grandi interessamenti mentre alla Reggiana cercavano giocatori con la voglia di lottare per la maglia».
In quale ruolo?
«Trequartista o punta mentre nel 4-3-3 venivo utilizzato esterno sinistro. In Nazionale, nel 4-4-2, ero attaccante e mi trovavo bene come punta».
A chi si ispira?
«Mi piace molto Candreva: punta e salta l'uomo, questa è anche una mia peculiarità, poi sa anche far gol».
LAFUENTE. «Ringrazio la società e soprattutto il ds che già mi portò a Chiavari vedendo in me qualcosa di importante. Credo sia l'anno giusto per dimostrare il mio valore».
Perché è in Italia col calcio spagnolo all'apice?
«Un'offerta come quella della Juve non si poteva rifiutare e non mi pentirò mai di essere venuto qua, anche se le mie caratteristiche si addicono più al calcio spagnolo. Ma se uno emerge in Italia, può dire la sua in ogni campionato. Avrei potuto tornare in Spagna ma il mio obiettivo era diventare un buon calciatore».
Dove si schiera?
«Preferisco alto a sinistra, ma anche a destra come è accaduto a Chiavari».
Cosa ricorda della Juve?
«Mi sono allenato con delle leggende come Pogba, Pirlo e Buffon. Un giorno racconterò ai miei nipoti».
Il suo idolo?
«Fernando Torres anche se gioca in un ruolo un po' diverso dal mio».
BONETTO. «Sono alla prima vera esperienza coi "grandi”. Ho giocato mezzala ma anche a due in mezzo al campo. Sono disposto a dare il massimo ovunque mi verrà chiesto».
All'Inter cosa ha imparato?
«Ti danno consigli che puoi apprezzare ma in squadre così importanti se non puntano su di te non sei molto considerato. Sono migliorato su piccole cose ma nulla di speciale».
Ha qualche idolo?
«Sono sempre stato colpito dalle bandiere come Maldini o Zanetti e mi piacerebbe un giorno diventarlo anche io».
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