Hurrà per il Cervarezza la missione è compiuta
I termali vincono una gara complicata e volano direttamente ai quarti Ambrogetti decide la partita fulminando l’incolpevole Francia
GATTA. Primo posto nel girone. Cosa vuoi di più dalla... vinta?
Gongola, il Cervarezza. La partita vinta contro il già eliminato Gatta nell'ultimo match della fase eliminatoria, sommata al pari scaturito tra Felina e Terre di Canossa, consegna alla formazione di Alessandro Ferrari il primo posto e l'accesso diretto ai quarti di finale. Alla vigilia la situazione si presentava intricata: i biancoazzurri, con un pareggio, si sarebbero perlomeno garantiti gli spareggi fra seconde che potevano anche non essere evitati pur con la conquista dei tre punti. Con una sconfitta, infine, sarebbe potuta arrivare (in caso di vittoria del Felina) l'eliminazione.
Giochi apertissimi, quindi. Sarà anche per questo che i primi 45 minuti di gioco vedono un Cervarezza spesso guardingo e a ritmo contenuto. Meglio darsi il tempo di aspettare notizie da Felina? Sta di fatto che il confronto vede il Gatta giocarsi la sua onesta partita (niente di più, niente di meno) e gli ospiti pigiare sull'acceleratore solo a tratti.
A inizio ripresa - siamo al 6' - l'episodio partita. Palla dentro per Ambrogetti, sul rimpallo la difesa del Gatta ha un'esitazione fatale e per l'attaccante è un giochino da ragazzi, piatto destro ravvicinato e Francia (lui sì) senza colpe. Ce ne sarebbe un altro, volendo, di episodi partita. E accade altri 6 minuti più avanti. In area Cervarezza si scontrano Guglielmi e Ligabue: mentre qualcuno in casa Gatta accenna a una timida richiesta di penalty, Simonazzi fischia fallo all'attaccante.
I padroni di casa non depongono le armi; il problema è che non sono eccessivamente appuntite. Potrebbe anzi fare altro male il Cervarezza, tra il 24' e il 26'. Leoncelli manda in bambola mezza difesa e infine se stesso, tanto da debordare altissimo il sinistro scoccato davanti a Francia. Non da meno è Mammetti, capace di non trovare lo specchio della porta su un'inzuccata da cinque metri.
Stavolta, se non altro, la legge del "gol fallito, gol subìto" si rivela per quello che è, non Gatta ma bufala.
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