Il veterano Cornioli «In campo per 28 anni dando sempre tutto»
REGGIO EMILIA. «Era il 1960, avevo 12 anni quando ho debuttato nei giovanissimi del Carpineti con il Torneo della Montagna. Allora non c’era limite di età, eravamo in una fase pionieristica, nessuno...
REGGIO EMILIA. «Era il 1960, avevo 12 anni quando ho debuttato nei giovanissimi del Carpineti con il Torneo della Montagna. Allora non c’era limite di età, eravamo in una fase pionieristica, nessuno di noi aveva esperienza, le scuole calcio non esistevano ancora in Appennino. Io ho fatto amicizia con il pallone - confessa Loris Cornioli - calciandolo diverse ore al giorno contro il muro di una stalla di mio zio». La carriera di questo atleta simbolo, che oggi ha 68 anni e vive da sempre a Carpineti, è iniziata così. «Noi montanari dobbiamo essere grati al Centro Sportivo perché ha avvicinato allo sport intere generazioni, ha invogliato parrocchie e amministrazioni comunali alla costruzione di tanti campi, paesi e paesini hanno cominciato a socializzare nel segno del Torneo della Montagna, attraverso il valore del gioco abbiamo capito il concetto di squadra, di amicizia, di solidarietà. Questo Torneo merita lunga vita».
Dalle parole ai fatti. Loris Cornioli arricchirà l’edizione di quest'anno, come sempre dedicata a Pierino Ricci, promuovendo alcuni premi speciali alla memoria di due suoi ex-compagni di calcio, deceduti qualche anno fa, Domenico Rossi e Corrado Rinaldi. «Erano due portieri, il primo giocava con me nel Carpineti, al Montagna, l'altro era nel mio Casina, quando facevo attività federale. Sono stati al mio fianco in mille battaglie, finchè sarò in vita offrirò questa disponibilità per premiare ad ogni finale i migliori portieri nati in montagna delle categorie giovanissimi e juniores».
Cornioli nasce come terzino e poi in età si trasforma in libero. «Nella mia area non ho mai fatto sconti a nessuno-ricorda-. Con i giocatori più bravi entravo in battaglia, come quando affrontavo Pompini del Vetto, Pollini del Roteglia o Spezia del Baiso. Noi a Carpineti avevamo Emilio Ghillini che ci permetteva di essere competitivi».
Loris Cornioli ha vinto tre volte il Torneo della Montagna con il Carpineti (1982-1985-1986) e due volte il Torneo dell'Amicizia con il Costa de Grassi (1976 e 1977), la manifestazione parallela che si realizzò dal 1969 al 1982 per dare anche alle frazioni l'opportunità di competere. «Ho militato un anno anche nel Castelnovo Monti, quando Pedrazzoli e Teneggi ritirano la squadra a metà torneo in segno di protesta contro le richieste esose di alcuni giocatori esterni». Poi c'è il Casina, l'altro grande amore di Cornioli, vi giocò dal 1969 al 1985 ininterrotamente, fece tre campionati a San Polo e terminò la carriera riabbracciando di nuovo i vecchi amici.
«Ho fatto tanta gavetta su e giù per i campi dell'Appennino, che erano la mia seconda casa- dice con un velo di nostalgia-. Non dimentico la grande delusione da ragazzino quando vennero a Baiso ad osservarmi Duo e Mammi della Reggiana. Era il 1961, conclusero che ero troppo piccolo per vestire la maglia granata. Pur di indossarla una sola volta, avrei pulito gratis a vita le tribune del Mirabello, ma questa è storia passata. Quando c'era il Montagna nessuno si sognava di andare in vacanza, come fanno adesso. Ho giocato 28 anni di fila senza mai abbassare la guardia». (p.b.)
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