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«Ho visto i ragazzi correre ma aspettiamo prove più dure»

di Cristiana Filippini
«Ho visto i ragazzi correre ma aspettiamo prove più dure»

CARPINETI. Finisce 2-0 il secondo test stagionale per la Reggiana di Leonardo Colucci. «Non sono stati tanti – spiega il mister granata – ma è stato un discorso geografico. Il senso di appartenenza e...

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CARPINETI. Finisce 2-0 il secondo test stagionale per la Reggiana di Leonardo Colucci.

«Non sono stati tanti – spiega il mister granata – ma è stato un discorso geografico. Il senso di appartenenza e vicinanza alla città ti porta a fare test contro squadre non professionistiche».

Sicuramente diverso il cammino della Feralpi.

«Atalanta, Trapani, Sampdoria. Questo non vuole essere un alibi però è vero che i test vanno fatti contro squadre più forti di te. Detto questo sono contento perchè ho visto il massimo impegno da parte di tutti. Stiamo facendo la squadra a singhiozzo ed è normale che qualche meccanismo non sia ben oliato».

Il fatto di debuttare in trasferta le toglie un po' di pressione?

«No. Mi dispiace solo per i tifosi. In casa o fuori non cambia nulla perchè la mentalità deve sempre essere positiva e propositiva. Per noi sarà il primo vero test contro una squadra professionistica. Una partita di avvicinamento al campionato che inizia 28 agosto, ed è quello che conta. Gli alibi sono le scuse dei deboli e non intendo trovare per questa gara di coppa Italia».

Contro la Virtus Vecomp è partito con il 4-3-3 poi ha provato di tutto. Che indicazioni sono arrivate?

«Era un 4-3-3 però Laufente aveva capito male forse perchè non parlo bene lo spagnolo e rimaneva largo sulla linea mentre Nolè l’ha fatto benissimo perchè veniva dentro al campo. Poi c’è stato qualche giocatore come Marchi che, pur con qualche acciacco ha voluto giocare a tutti i costi. Ma è un osso duro e non molla mai. Poi ci siamo messi 4-3-1-2 dove c’è più densità e si creano più situazioni davanti. Ma i ragazzi devono essere bravi ad adattarsi a più situazioni di gioco».

Ha parlato di Marchi: nel primo tempo si è fatto tutto il campo per andare a commettere fallo quasi al limite della vostra area di rigore.

«Ecco perchè si arriva a giocare in categoria superiore. Se iniziamo fin dall’attacco a difendere possiamo tenere una linea alta. Se gli attaccanti si fermano il loro primo nemico lo trovano nell'allenatore. E quando vedi un Marchi, un Nolè o un Guidone che corrono e rincorrono, sono il miglior esempio per i giovani».

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