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LEONARDO COLUCCI

«Vi spiego perché i giocatori mi considerano uno di loro»

di Cristiana Filippini
«Vi spiego perché i giocatori mi considerano uno di loro»

REGGIO EMILIA. Mister Colucci, iniziamo dagli indisponibili... «Non ci sarà Bonetto per squalifica pregressa. mentre per Pedrelli e Bartolomei sono fermi ai box».. Le aspettative al debutto?...

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REGGIO EMILIA. Mister Colucci, iniziamo dagli indisponibili...

«Non ci sarà Bonetto per squalifica pregressa. mentre per Pedrelli e Bartolomei sono fermi ai box»..

Le aspettative al debutto?

«Vogliamo vedere come sta la squadra a livello di forma e condizione. E' un test importante in vista dell’avvio del campionato. Peccato perché, anziché giocarla davanti al nostro pubblico, saremo costretti a giocarla in trasferta».

Il FeralpiSalò?

«E’ sicuramente una squadra importante e forse leggermente più avanti di noi in questo momento. Ma sarà una sfida alla pari e sono molto curioso di vedere l’approccio dei ragazzi alla prima partita ufficiale».

Che indicazioni si aspetta da questa prima uscita ufficiale della sua Reggiana?

«Un atteggiamento sempre propositivo. Intendo: una squadra che vuole fare la partita. E vedere anche dei passi in avanti rispetto alle precedenti uscite. E speriamo che nessuno si faccia male visto che in queste partite c'è sempre la voglia di dimostrare».

Ha già in mente una bozza di formazione?

«Alleno ventiquattro ragazzi ma alla fine bisogna fare delle scelte, restando credibili. Ho detto ai ragazzi che non ci saranno titolari perché è la squadra che vince e non soltanto gli undici che scendono in campo».

Ma un’idea su cui lavorare la svilupperò, oggi a Salò...

«Certo, un idea di formazione c'è anche perché in determinati ruoli siamo contati. Ma da qui all'inizio del campionato avremo tempo di recuperare anche gli infortunati».

A proporito di modulo: partirà con il 4-3-3?

«Sì, partiremo così. Ho detto ai ragazzi che bisogna lavorare sui princìpi, il modulo è solo un conseguenza».

Da questo punto di vista non è un integralista?

«No, essere integralista non ti porta da nessuna parte. Mi piace avere dei giocatori duttili e pronti ad adattarsi a qualsiasi ruolo».

Angiulli è con voi da pochi giorni: come giudica la sua condizioni fisica?

«Leggermente indietro ma, ovviamente, già integrato con il resto del gruppo. Dovrà essere pronto per il 28 agosto».

Continua a parlare in prospettiva campionato: non è che a questa Coppa Italia diamo un'importanza del 10%-20% ?

«Nel modo più assoluto. E' importante tanto quanto tutte le altre partite. Per noi questa contro la Feralpi deve essere già una finale. Perché l'ultima spiaggia inizia dalla prima spiaggia».

Meglio così, visto che per molti rappresenta una scocciatura.

«Preferisco non entrare nel merito della regole della coppa Italia, visto che se vai avanti vai comunque ad incontrare squadre di categoria superiore con il vantaggio del fattore campo».

Nelle varie interviste, i suoi giocatori parlano di lei come di uno di loro. Come è riuscito ad instaurare un rapporto alla pari?

«Io ai ragazzi parlo del mio vissuto. Partendo da quell'infortunio al ginocchio subito quando avevo solo 15 anni. Eppure nonostante le viti nel ginocchio mi sono rialzato e sono ripartito per arrivare fino alla serie A. E parlando del mio vissuto divento uno di loro perché se ce l'ho fatta io ce la possono fare anche loro. Non ci sono barriere nè ostacoli tra me e loro. Forse il segreto è trattare i ragazzi come degli amici fermo restando che bisogna essere autoritari. Quando c'è da ridere si ride e quando c'è da lavorare si lavora».

E' questo che ha capito nel corso del ritiro?

«Adesso siamo in luna di miele e non è ancora il momento delle scelte. Tra un paio di mesi vedremo se rilasceranno le stesse interviste rilasciate in questo ritiro...».

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