Colucci soddisfatto: «Hanno dato il massimo»
Guidone: «Sono andato sulla traiettoria perché sapevo che Mogos avrebbe calciato forte»
Leonardo Colucci è soddisfatto dopo la partita vinta a Salò ch. Il tecnico è rimasto soddisfatto dell'atteggiamento della squadra, che fino all'ultimo ha lottato su ogni pallone
Mister, un giudizio con la partita?
«Sono soddisfatto della prestazione della squadra, perché vincere aiuta a vincere e dobbiamo proseguire su questa strada perché siamo solo alla fine di luglio e il nostro obiettivo è lavorare sempre al massimo».
Si temeva una Reggiana più indietro di condizione?
«Lavorare forte in allenamento aiuta molto anche se non abbiamo fatto moltissime amichevoli durante il ritiro estivo. I ragazzi sanno che tutti i giorni devono lavorare fortissimo tutti i giorni e, facendolo con il pallone tra i piedi, ci permette di essere pronti anche in partita».
La scelta di Ghiringhelli a sinistra?
«Giron mercoledì ha accusato un dolore alla coscia e oggi non ho voluto rischiarlo da subito. Durante la partita ha stretto i denti perché il male si è riacutizzato e la scelta iniziale, come i cambi in corsa, è stata fatta per evitare rischi di infortuni in questo momento della preparazione».
Marchi a tre minuti dalla fine dei supplementari è andato a pressare Caglioni?
«Questo è l’atteggiamento che chiedo ai miei ragazzi. Devono lavorare tutti al massimo fino all’ultimo minuto di tutte le partite e, se lo fa Marchi, lo fa Nolè, lo fa Guidone, i più giovani lo vedono come un esempio da seguire. Una frase che mi ha sempre accompagnato è che la parola guida e l'esempio trascina».
Possiamo sognare?
«I sogni è giusto averli, ma noi sappiamo che dobbiamo rimanere con i piedi per terra è lavorare duramente tutti i giorni. I sogni più sono grandi più sono belli però devono essere alimentati settimana dopo settimana».
Marco Guidone. L'attaccante granata, entrato a pochi minuti dal termine dei tempi regolamentari ha siglato il gol decisivo deviando in porta una punizione calciata da Mogos.
«Non so di preciso con che parte del corpo ho colpito il pallone, però sono andato su quella traiettoria perché sapevo che avrebbe calciato forte sul palo del portiere».
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