Dalle terme ora sgorga lo champagne
Cervarezza raggiunto nel recupero ma più lucido ai rigori: è in finale, mentre il favorito Cavola esce tra i rimpianti
CARPINETI. Incredibile al Maracanà di Carpineti. Il Cervarezza/Ramiseto è il primo finalista del Torneo della Montagna 2016.
Il Cavola, che era favorito sulla carta, alza bandiera bianca solamente dopo i calci di rigore, in una semifinale in cui entrambe le formazioni fanno a gara a chi non la vuole vincere. Dopo un primo tempo di netta marca rossoblù, nel quale il Cavola spreca diverse occasioni con Dattaro e Bonomi – complice anche un Calderoni tirato a lucido tra i pali termali – il Cervarezza trova il vantaggio a metà ripresa con Guglielmi al primo tiro porta dopo gli sviluppi di un corner. La formazione di Alessandro Ferrari tuttavia manca clamorosamente il colpo del ko con Zanaboni (palo in diagonale) e Marongiu (tap-in mancato a porta vuota) a dieci minuti dalla fine. Così è Bonomi, in pieno recupero, a castigare i termali costringendoli ai meritati tempi supplementari.
SUPPLEMENTARI. Nella mezz'ora extra, ancora Calderoni è protagonista salvando in un paio di occasioni la porta biancoceleste, così i calci di rigore sono una naturale conseguenza. Ed è dal dischetto che l'estremo difensore del Cervarezza si erge a vero e proprio eroe della serata, parando ben tre rigori mentre i suoi compagni di squadra (leggasi Leoncelli e Marongiu) fanno di tutto per tenere in partita il Cavola.
Si può parlare di vera e propria impresa. L'unica esponente dell'alto crinale reggiano era priva dei propri uomini di riferimento in attacco – Rispoli squalificato e Mammetti, capocannoniere del torneo con 7 reti, trattenuto dalla Pianese in serie D – ma dopo un inizio molto contratto, ha saputo tenere testa ad un Cavola che gioca a memoria, stranamente votato all'attacco sin dal fischio d'inizio che però non riesce a trovare il varco giusto per "ammazzare" la partita nel primo tempo. Marongiu e Zanaboni non hanno fatto rimpiangere i due assenti nelle fila dei termali, anzi. Specialmente il primo ha giocato una partita di grande intensità e squisita tecnica.
TESTA ALTA. Il Cavola esce sconfitto dalla semifinale, ma può guardare al futuro con ottimismo. I baby Gazzotti e Berretti (entrambi classe 1998) rappresentano un vero e proprio investimento fruttifero per gli anni a venire della formazione rossoblù.
Nota di merito anche per l'arbitro, Francesco Manco. Direzione di gara impeccabile: sempre vicino all'azione; bravo nella gestione del cartellini; coraggioso e preciso nell'ammonire per simulazione Dattaro.
Il Cervarezza/Ramiseto fa i bagagli e vola a Castelnovo Monti, dove nella finale di domenica prossima andrà a caccia del suo terzo titolo di campione del Montagna.
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