Grissin Bon a trazione italiana alla ricerca di un nuovo leader
Basket: l’ad Della Salda e la presidente Licia Ferrarini parlano della squadra del futuro «Il talento dei nostri giocatori non si discute, il salto di qualità deve essere soprattutto mentale»
REGGIO EMILIA. A cavallo dell’Ital-Reggio. La prossima Grissin Bon sarà molto più nuova di quello che si potrebbe pensare guardando alla rosa. Rispetto alla passata stagione ci sono 7 conferme, i 5 italiani più Needham e Strautins, e l’unico innesto è reggianissimo e ben conosciuto dallo staff, Riccardo Cervi.
Sulla carta le novità vere saranno i due lunghi stranieri che dovranno affiancare Cervi e Polonara sotto canestro. Ma quello che cambierà è la distribuzione delle responsabilità, come hanno ricordato la presidente Maria Licia Ferrarini e l’ad Alessandro Dalla Salda.
«La squadra è cambiata molto, perché abbiamo grandi giocatori e grandi leader. Non si possono sostituire Kaukenas o Lavrinovic, né le qualità di Veremeenko e Silins – hanno sottolineato. La differenza è tecnica, perché campioni come i lituani non passano tutti i giorni, e nella testa: «Noi eravamo abituati a un lider maximo, Kaukenas, un ruolo che gli riconoscevamo tutti e che attirava su di lui responsabilità e pressioni. E grazie a Rimas siamo cresciuti enormemente, nei suoi 3 anni abbiamo fatto il salto» – riflettono i vertici biancorossi. Allo stesso tempo «la sua presenza, e ribadiamo che noi l’avremmo tenuto, ha mantenuto sottotraccia caratteristiche da leader che alcuni dei nostri italiani hanno. D’ora in poi non avremo più un leader unico, ma vogliamo arrivare a una leadership diffusa».
Una leadership diffusa che parla italiano: «Il talento dei nostri giocatori non si discute, Della Valle e Aradori hanno qualità offensive assolute, e tutto il nostro nucleo è formato da atleti giovani ma non più giovanissimi, affermati ma con margini di crescita. Qui ne avranno la possibilità».
Il salto principale deve essere mentale: «Non vogliamo lamentele per i minuti giocati, per le cifre individuali, il grande salto è pensare solo alla squadra, come quando si è chiamati in Nazionale e ci si lamenta poco del ruolo o di altri. Si è solo contenti».
Il lavoro è iniziato: «Senza Nazionale i ragazzi si sono messi a lavorare. Della Valle è in un camp in Serbia con altri grandi giocatori, Polonara sta allenandosi in Croazia, De Nicolao lavora come un matto per risolvere l’infiammazione al ginocchio che gli è costata anche la maglia azzurra».
Adesso al mosaico mancano i due stranieri, a cui si guarda in maniera laica: «Noi abbiamo lanciato un modello puntando su giocatori europei, dopo l’ossatura lituana potremmo crearne un’altra, chissà. Non escludiamo nulla a prescindere, né europei né americani».
Si punta ad atleti che possano integrarsi, anche come motivazioni, nel nuovo gruppo, senza però disdegnare altro: «E’ chiaro che se c’è la possibilità di prendere un altro Kaukenas non diciamo mica no. Ivan Buva per noi era l’ideale, per età, motivazioni e ruolo. Per ora ha rifiutato, vuole l’Eurocup. Non è detto che la trovi e magari ci richiamerà, non sarebbe la prima volta. Noi avevamo messo una scadenza per la nostra offerta, vedremo, non c’è una fretta esagerata, questa settimana torna Frosini e ragioneremo sulle prossime mosse».
In entrata ma non solo. Adam Pechacek ha il contratto sino al 2017, ieri è scaduto il termine entro cui il giocatore poteva uscire dall’accordo, ma non ci sono vincoli: «Su di lui non troviamo uniformità di vedute, non rientra nei piani della prossima stagione e se il giocatore troverà una soluzione adeguata non faremo problemi particolari, anche se il termine è scaduto».
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