Una Casa biancorossa per il futuro del basket
Pallacanestro Reggiana: Landi e i dirigenti stanno valutandone la creazione L’idea è una struttura multifunzionale con campi, sale pesi e massaggi, uffici
REGGIO EMILIA. Una casa per Pallacanestro Reggiana, per tutto il suo mondo, dai fuoriclasse ai bimbi del minibasket. In questo anno di pausa forzata dalle Coppe, la società biancorossa non si ferma ma anzi rilancia con un progetto molto ambizioso, che la consoliderebbe come una delle prime realtà italiane e non solo sul campo.
L’idea è quella di una “casa biancorossa”, una struttura multifunzionale con campi da gioco, palestre, sale pesi e aree terapeutiche unite agli uffici e alla foresteria. Un luogo in cui convogliare tutte le attività settimanali, a cui affiancare il nuovo PR Store in centro.
Per ora siamo solo all’intenzione, ma la volontà è chiara, confermata dai vertici biancorossi. «Ci siamo dati 18 mesi per capire bene come muoverci, quale possa essere l’area più adatta e quale il progetto più funzionale, il patron Landi ci crede tantissimo, è entusiasta» – hanno raccontato l’amministratore delegato Alessandro Dalla Salda e la presidente Maria Licia Ferrarini.
«Non avere le coppe è un peccato, ma da un lato ci lascia energia e tempo: e tutti gli sforzi verranno convogliati per capire come realizzare la casa biancorossa». L’idea è ambiziosa, poco sviluppata in Italia, molto di più negli USA.
«Questo è un modo per consolidarci, vogliamo crescere anche nello sviluppo quotidiano dei giocatori, in Italia qualcosa di simile lo avevano fatto solo i Benetton a Treviso con la Ghirada».
Lo spunto è arrivato anche da questi anni di confronto con professionisti perfetti ed esigenti, in primis Kaukenas e Lavrinovic: «Alla palestra della Cassala c’è molto affollamento, tanto che alcune attività delle giovanili le avevamo dovute spostare altrove. E comunque lì c’era la palestra, ma mancavano le sale pesi, le terapie, le sale massaggi. I nostri giocatori erano sempre in macchina da una struttura all’altra, ogni tanto per allenarsi dovevano aspettare che finissero le squadre giovanili – spiega Dalla Salda.
«Le lamentele di Rimas ci hanno fatto pensare, ci serve un luogo dove curare nel dettaglio tutte le fasi dello sviluppo del giocatore. L’idea è piaciuta subito a tutti, ci permetterà di tenere insieme i professionisti e i bimbi che iniziano a giocare, anche simbolicamente ci piace molto riunire tutto quello che riguarda Pallacanestro Reggiana».
Ora inizia la fase di studio: «Ci siamo dati un anno e mezzo di tempo per individuare l’area adatta. Potrebbe essere uno spazio già esistente come una struttura da costruire ex novo, entrambe le opzioni sono in campo. Il patron Landi è entusiasta e ha già suggerito tante opzioni. Dobbiamo capire bene anche dal punto di vista economico, se è possibile avere contributi dal credito sportivo, ad esempio».
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