Angiulli: «Non baratterei la Reggiana con l’Inter»
Il centrocampista spiega perché se n’è andato per poi tornare a tutti i costi Calvano e Narduzzo affascinati dal blasone e dalla serietà del club granata
SCANDIANO. Altre tre pedine importanti per la Reggiana sono state presentate ieri nella sede della Bmr di Scandiano, azienda del pool degli sponsor.
FEDERICO ANGIULLI. «Tralascerei le cause del mio allontanamento da Reggio nella scorsa stagione, per evitare polemiche. Ora avevo un contratto importante in serie B, oltre ad altre offerte cadette, ma sono tornato subito dopo aver parlato col nuovo ds granata, in tempi in cui si conosceva solo il nuovo allenatore: questo perché a Reggio mi sono sentito a casa e non la baratterei con l'Inter che tifo fin da piccolo».
« Vorrei finire quel discorso lasciato a metà, dopo la semifinale di Bassano, per contribuire a portare la squadra dove merita. Io dico che persino la serie B le va stretta. Sono contento di essere dove mi vogliono bene, senza ripensamenti anche per quei tifosi che mi avevano additato al momento dell'addio».
«Si sa – continua Angiulli – i tifosi pensano al bene della propria squadra ed io, allora, pensai sia al bene della squadra, perché il clima era particolare, sia al mio perché restare non sarebbe stato costruttivo per nessuno. Adesso voglio riprovarci».
Ovviamente le divergenze con mister Colombo erano note ma l'ex Benevento glissa le polemiche con abilità: «Parlai già ai tempi della cessione – ricorda il Fez – ma i problemi ci sono tutti i giorni ed io ho un carattere particolare perché non gradisco nemmeno perdere le gare d'allenamento. Sono molto impulsivo e quella volta, dopo la partita persa a Bassano, avevo il fuoco dentro. Magari avrei fatto meglio a tacere: sono stato frainteso e mi son dovuto prendere le mie responsabilità mentre la vetta si allontanava e con lei i nostri obiettivi. Forse in una settimana si poteva ricomporre la situazione ma preferii andare via. Ho sempre dato il massimo in campo e continuato a seguire i miei ex compagni anche da Benevento, a 800km di distanza».
SIMONE CALVANO. «Appena ricevuta questa chiamata ho colto subito l'opportunità. Conosco la categoria da tre anni e a Reggio trovo una società genuina dove si può fare bene e costruire qualcosa di importante. La squadra è buona: voglio mettermi subito al pari dei miei compagni lavorando al 100% nella speranza di fare una buona stagione. Il mister ha giocato a calcio e se ne intende: siamo all'inizio e dobbiamo conoscerci, certo che nel mio ruolo posso sfruttare i suoi consigli ma tutti lo seguono, pare molto preparato».
DAVIDE NARDUZZO. «Da quando sono professionista ho sempre avuto l'idea di una Reggiana dai grandi obiettivi e darò il 120% per essere pronto quando sarò chiamato in causa. Mi trovo bene coi compagni e con un tecnico che ti fa avere la fame giusta. Vuole dei portieri collaborativi con la squadra, anche coi piedi, per coinvolgere tutti e fare un vero gruppo».
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