Festa in città: Reggio vieta l’alcol
Il centro invaso pacificamente da 800 svizzeri ma il sindaco firma un’ordinanza urgente
REGGIO EMILIA. Hanno cantato e bevuto per ore e ore, facendo la spola tra i bar, le pizzerie e i negozi di una Reggio Emilia semi deserta, sfidando la calura estiva e facendo la felicità dei commercianti. Ottocento tifosi partiti da Lucerna per raggiungere il cuore dell’esagono, che hanno animato con cori annacquati da fiumi di birra bevuti durante un’invasione pacifica in attesa del fischio di inizio di Sassuolo-Lucerna. Un primo test andato a buon fine per Reggio Emilia, che ha ospitato ieri i tifosi svizzeri del Fc Luzern nella prima in casa di Europa League della squadra di Giorgio Squinzi, vissuta tra polemiche sportive, applausi, contestazioni e cortei.
STOP IN EXTREMIS. Ieri tutto è filato liscio fino alle 13 circa, quando diventa pubblica la decisione del sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, che a un giorno di distanza dall’arrivo dei primi tifosi svizzeri ha vergato un'ordinanza urgente in concomitanza della partita di Europa League. Il provvedimento ha vietato la vendita e il consumo su suolo pubblico di alcol in tutto il centro storico nella giornata di ieri, dalle 14 alle 19, fatta salva invece la somministrazione nei pubblici esercizi con regolare permesso e nelle distese. Una decisione presa in extremis perché entrata tra i punti in discussione ieri mattina durante il comitato per l’ordine e la sicurezza. A spingere per il provvedimento sarebbe stata la Prefettura, volendo evitare guai peggiori visto l’alto tasso di alcol nel sangue dei tifosi svizzeri. La sfida, però, non è certo tra quelle considerate ad alto rischio, e le forze dell’ordine non hanno faticato nel seguire passo dopo passo i tifosi esteri, che dopo aver fatto il giro dei bar si sono radunati a fianco del Valli, dove c’erano gli autobus di Seta che li hanno portati davanti allo stadio Città del Tricolore/Mapei Stadium. Una sequenza di eventi non certo causale, che ha visto una regia comune tra forze dell’ordine e tifosi, che avevano concordato tempi e modalità di trasferimento.
DIVIETI ALLO STADIO. L’ordinanza firmata da Vecchi prevedeva quindi lo stop alla vendita di alcol soprattutto per le rivendite, mentre i bar con distesa potevano continuare salvo negare birre a chi risultava essere già troppo ubriaco, come previsto nel regolamento. Nessun vigile è comunque andato in giro a togliere la birra di mano ai tifosi. L'ordinanza comprendeva anche il divieto di vendita di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione e in qualsiasi contenitore dalle ore 14 alle ore 24 di ieri ai titolari degli esercizi ubicati all’interno dello stadio e nelle immediate vicinanze dello stesso, come il commerciale Centro “I Petali” e Arci Pigal, in un’area compresa tra via del Chionso, via Taddei, via Petrella, via Tegani. Tutti divieti che troveranno probabilmente conferma qualora ci sia un’altra gara di livello internazionale.
DISAGI E INCASSI. L’evento è una “vetrina” internazionale per lo stadio reggiano e per Reggio Emilia. Fatto ben chiaro nella testa prima di tutto del sindaco Luca Vecchi e della maggioranza, decisi a far diventare Reggio una città dello sport e degli eventi. Quando si parla di Sassuolo, però, divampa la polemica con i tifosi granata, che parlano di arroganza di mister Squinzi, imprenditore che potrebbe invece aumentare gli investimenti su Reggio e puntare una fiche sulla Reggiana, bilanciando il costo dell’affitto dello stadio (250mila euro l’anno). L’Europa League è una ribalta importante ma non è certo l’unica. Ieri la discussione sui social network è stata accesa, tra i reggiani che ringraziano Squinzi e i “puristi” granata che non intendono scendere ad alcun compromesso.
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