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il tecnico granata

Colucci non si cura delle assenze «Mi aspetto altri progressi»

di Cristiana Filippini

REGGIO EMILIA. Si alza l'asticella delle difficoltà, per la Reggiana di mister Leonardo Colucci. «E' una partita importante come quella di domenica scorsa. Incontriamo una squadra di categoria...

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REGGIO EMILIA. Si alza l'asticella delle difficoltà, per la Reggiana di mister Leonardo Colucci. «E' una partita importante come quella di domenica scorsa. Incontriamo una squadra di categoria superiore. Sarà un buon test, sono curioso di vedere se la condizione della squadra è cresciuta rispetto alla gara di Salò. Sono convinto che sarà così».

Mancheranno però alcuni elementi.

«Vero, ma chi sale sul pullman si farà trovare pronto. Andremo comunque per fare la partita anche a Vercelli».

Sono indisponibili Maltese Calvano e Manconi, oltre al lungodegente Pedrelli non si recupera nessuno?

«Saranno tutti a fare il tifo. Non voglio rischiare nessuno anche perché abbiamo una rosa competitiva».

Ci sarà il debutto di Bovo?

«E' un ragazzo serio oltre che un professionista esemplare: non tira mai indietro la gamba e fa della corsa uno dei suoi punti di forza. Sì, potrebbe scendere in campo, l'abbiamo preso per questo».

Il 4-3-3 a Salò ha pagato: si continua così?

«Se hai un'idea e ci credi, devi continuare. Ma possiamo giocare anche con il 4-3-2-1: i ragazzi devono sempre frasi trovare pronti».

Rispetto per la Pro Vercelli e fiducia nei suoi ragazzi?

«Grande rispetto per gli avversari e tanta fiducia nei miei. Affrontiamo una squadra di serie B ma vogliano andarcela a giocare».

Che effetto le fa trovare Longo sull'altra panchina?

«Io e Moreno ci conosciamo e siamo amici. Dopo tante sfide sulle panchine della Primavera, adesso ci sarà la prima da professionisti».

Nella Pro Vercelli si annunciano assenze eccellenti e scenderà in campo una squadra molto giovane.

«Anche noi, tolti alcuni elementi, siamo una squadra giovane. In Italia i ventenni, ventunenni e ventiduenni li vediamo come giovani, all'estero giocano titolari i '97 e i '98».

Ha detto che gli infortunati dovranno fare il tifo, poi ci saranno i tifosi... di professione come c'erano a Salò.

«Basta poco per accendere la miccia, a Reggio. Domenica scorsa anziché andare al mare sono venuti a Salò: la passione va oltre. I giocatori l'hanno capito e in ogni partita, si vinca o si perda, a testa alta li andranno sempre a salutare».

La vittoria di Salò può aver esaltato qualcuno?

«No, quella era solo una battaglia. Noi vogliamo vincere la guerra e per riuscirci devi prima vincere le battaglie. Non ci siamo montati la testa, ci alleniamo sempre con ardore e determinazione. Abbiamo iniziato a farlo il 13 luglio e dobbiamo continuare fino alla fine».

Dopo la partenza di Bartolomei e l'arrivo di Bovo, cosa resta ancora da fare?

«A centrocampo serve un giocatore. L'idea è fare le coppie in ogni ruolo poi i migliori undici della settimana giocheranno alla domenica»

E’ uscito il girone, quali sono le sue prime impressioni?

«Le dobbiamo affrontare tutte e tutte devono affrontare la Reggiana».

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