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«Dal dischetto non sbaglio»

«Dal dischetto non sbaglio»

Euforico Valcavi della Borzanese: «Sapevo dove tirare»

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CASTELNOVO MONTI.

Dopo il fischio finale e la consegna della coppa tutta la squadra della Borzanese si è presentata sotto la tribuna a festeggiare con i tifosi e ringraziare per il sostegno ricevuto fino all'ultimo secondo. Il capitano Filippo Valcavi si è assunto l'onere di battere il calcio di rigore che ha deciso il match ed il torneo: «In quel momento mi sentivo abbastanza carico. Sapevo dove tirare il rigore, perché conosco bene il loro portiere Tarabelloni che gioca con me nel Chiozza. Mi sento sicuro dal dischetto, mi è capitato raramente di sbagliare. E' stato bellissimo. E' il secondo anno che partecipo al Torneo della Montagna, ma è la prima volta che lo vinco e sono veramente emozionato. Ho dovuto dare una mano anche in difesa nel corso della partita. Il mister Zambelli mi conosce bene, perché mi allena anche nel Chiozza». Il difensore Gregorio Menzà nel secondo tempo ha salvato la sua porta da un gol sicuro, anticipando in modo puntuale e pulito Albertini lanciato in area: «In quel momento ho sentito l'adrenalina salire al massimo, quell'intervento decisivo è servito a rassicurare me e i miei compagni. Per me è la prima partecipazione al torneo della Montagna ed è stata un'emozione incredibile». In una ripresa giocata praticamente tutta in difesa il portiere Giacomo Berti ha dovuto fare gli straordinari: «E'stata una gara molto dura soprattutto in un ruolo come il mio. Nei minuti finali infatti la squadra è un po' mancata e ha subìto gli avversari. Ce la siamo cavata ugualmente e abbiamo sofferto il giusto. La mia parata più difficile è stata nel secondo tempo, quando, su calcio d'angolo, sono riuscito a deviare un loro colpo di testa nell'angolino basso. Verso la fine il Leguigno avrebbe potuto pareggiare. Il loro attaccante Stompanato è stato il più pericoloso e il più difficile da fermare». L'allenatore Sauro Zambelli ammette di essere stato aiutato anche dalla buona sorte: «Un po' di fortuna non guasta. Nel primo tempo la squadra ha giocato, avevamo trovato le giuste marcature riuscendo a fermare il loro giocatore più pericoloso, cioè Lombardo. Tuttavia il Leguigno era superiore fisicamente e nella ripresa ci ha sovrastato, siamo arretrati troppo. Ammetto che gli avversari meritavano il pari, noi eravamo troppo leggerini. E' il secondo anno che partecipo al Montagna, ma non intendo rifarlo. Infatti ho bisogno di staccare». (f.r.)

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