«Dopo tante amarezze finalmente il trofeo»
Il diesse termale Bimbi dedica il successo ai genitori scomparsi e rimarca: «Storica doppietta»
CASTELNOVO MONTI.
A fine partita il primo pensiero dell’allenatore del Cervarezza Alessandro Ferrari va alla moglie Michela alla quale dedica la vittoria, poi si passa ai suoi giocatori: «La maggior parte del merito di questo successo è dei miei giocatori, l’allenatore non conta così tanto, ho un gruppo di giocatori locali che sanno di avere dei limiti tecnici, ma sono scesi in campo con grande voglia e grande determinazione che alla fine hanno fatto la differenza. Anche gli esterni sono riusciti ad amalgamarsi con loro, capendo quello che è lo spirito del Montagna e della nostra squadra».
Una squadra quella di quest’anno costruita decisamente con la voglia di arrivare fino in fondo.
«Per me questo è il primo successo ma io e Matteo Bimbi era un po’ di anni che ci provavamo. Quest’anno siamo partita con uno spirito molto deciso verso la finale».
Uno dei momenti decisivi della gara è stata l’espulsione di un giocatore del Carpineti.
«Questo fatto ci ha aiutati ma non ci ha fatto rilassare perchè avevamo ancora in mente i fantasmi della semifinale quando abbiamo preso gol al 91’. Il Carpineti è una squadra di carattere e sapevamo di non poterci rilassare».
Giornata storica anche per il direttore sportivo Matteo Bimbi: «Nel 2005 e nel 2006 ero arrivato in finale ma ho sempre perso. Finalmente quest’anno è arrivata la prima vittoria».
Vuole dedicare il titolo a qualcuno di speciale?
«Dedico questa vittoria ai miei genitori che sono scomparsi ma oggi mi hanno aiutato da lassù».
Parole di elogio anche per il pubblico di Cervarezza?
«Un tifo del genere lascia senza fiato, ringrazio i tifosi e gli sponsor. Non è facile reperire risorse nell’alto crinale. Loro hanno creduto in noi, ci hanno sostenuto e siamo riusciti a conquistare una storica doppietta trionfando sia nei Dilettanti che negli Juniores».
Un’altra persona che non dimenticherà facilmente questa giornata è il giovane capitano Nicola Cagni di soli 20 anni:
«Per me questo è il primo anno con la fascia da capitano e vincere il torneo è una esperienza davvero straordinaria, ancora non riesco a crederci, probabilmente me ne renderò conto solo tra qualche giorno. Dovrebbero far vedere il torneo della Montagna ai calciatori professionisti – rimarca – per far capire il concetto di appartenenza a un paese e ad una maglia. Tutti abbiamo dato il massimo per arrivare a questo risultato». Due parole anche sugli avversari: «Fino all’ultimo non ci sentivamo tranquilli perchè sapevamo il valore degli avversari». (r.b.)
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