È acqua frizzante ricca di (buon) calcio
Il Cervarezza vince con merito, il Carpineti perde la testa
CASTELNOVO MONTI. Venticinque anni di digiuno possono bastare. Lo scudetto del Torneo della Montagna torna a cucirsi sulla maglia biancoceleste del Cervarezza/Ramiseto, dopo una generazione intera ormai abituata a cocenti delusioni negli ultimi dieci anni, vedi le sconfitte con Vettus e Gatta.
Il Carpineti, invece, continua il suo periodo senza successi. Tre decadi sono passate da quell’ultimo trionfo sul Baiso B del 1986, e da allora solo rimpianti. Si era fermata in semifinale l’anno scorso, la truppa di Simone Muratori. Troppo tesa, proprio contro il Baiso di Daniele Barozzi che le rifilò quattro gol. Anche quest’anno, nell'atto conclusivo della kermesse organizzata dal Csi, Enrico Rossi e compagni hanno deluso le attese regalando un primo tempo davvero brutto, alla pari del Cervarezza, e una ripresa ancora peggiore considerato il vantaggio dei termali scaturito a fine primo tempo. Hanno deluso gli uomini simbolo: Spadaccini su tutti, dopo la semifinale monstre di Baiso. E mancavano Mattia Lanzi, squalificato, e Severi, in ferie: locali di lusso.
Il Cervarezza ottiene così una vittoria clamorosa. Insperata. Totalmente impronosticabile alla vernice di questo Montagna. Sospinta dai gol di Mammetti, la truppa di Alessandro Ferrari ha guadagnato sempre più fiducia via via che il torneo andava esaurendosi. Va detto, tuttavia, che il centravanti della Pianese è mancato sia in semifinale che ieri al Centro Coni. E che tra gli assenti di lusso dell'unica rappresentante dell'alto crinale erano da annoverare Rispoli e Scarpa. Motivo in più per festeggiare una vittoria meritata. La finale, come spesso accade, non è stata una bella partita. Un primo tempo vietato ai puristi. Zero emozioni, zero tiri in porta, zero tutto. Fino al 43’, quando da un lancio lungo dalla difesa Rinaldi insegue un pallone quasi senza speranze. Pallara lo affianca, Rizzato abbandona i pali in maniera sciagurata e così il numero 7 può assistere Zanaboni. A porta sguarnita è un gioco da ragazzi mettere nel sacco per il centravanti in forza alla Gazzanese. Un fulmine a ciel sereno. Quello che serve per dare la scossa a questa finale. La ripresa si apre con il palo colpito da Federico Tosi. Buon segnale. Il Carpineti c'è. Ma è proprio all'attaccante del Camaiore che, dieci minuti più tardi, a seguito di un fallo non ravveduto da Ferro, saltano i nervi. Gomitata sullo zigomo di Guglielmi e cartellino rosso sacrosanto “suggerito” da Carlucci. Non succede molto altro. Il Cervarezza riesce a controllare. Il Carpineti non punge e anche mister Muratori perde le staffe, facendosi cacciare a sei minuti dalla fine. Nel finale, ormai rinominato “zona Zanaboni”, il bomber biancoceleste insacca il 2-0 sugli sviluppi di un’azione di contropiede di Kastrataj e conclusa da Zanaboni con la porta ancora sguarnita dall'uscita avventata di Rizzato. E’ l'epilogo del match. Il punto esclamativo che i tifosi del Cervarezza aspettavano da venticinque, lunghissimi anni.
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