Da corsa ma anche con i cingoli i due volti della nuova Grissin Bon
La squadra biancorossa è dotata di tanti esterni di talento e lunghi rapidi come Polonara e James ma quando serviranno difesa e muscoli le presenza in area di Cervi e in post di Lesic sono garanzie
REGGIO EMILIA. Squadra da corsa ma pure da cingoli, quando serviranno difesa e muscoli.
Con gli innesti di Sava Lesic e Delroy James la Grissin Bon ha definito l’assetto con cui inizierà l’anno.
Sarà una formazione a trazione italiana, indubbiamente, ma dal punto di vista tattico?
La presenza di tanti esterni di talento e di lunghi rapidi come Achille Polonara e Delroy James fa pensare a una formazione che privilegerà il ritmo e il gioco veloce, per sfruttare le doti dei vari Amedeo Della Valle e Pietro Aradori e una coppia di registi d’assalto come Andrea De Nicolao e Derek Needham.
Tanti tiri, tanto contropiede e tante accelerazioni quando possibile per dare un’impronta “divertente” all’identità biancorossa. Sarebbe però limitante fermarsi qui.
La Grissin Bon punta in alto, ai playoff dove i ritmi rallentano e la fisicità conta parecchio, e non a caso si è puntellata sotto canestro con Riccardo Cervi e con il serbo Sava Lesic, altro giocatore di stazza a cui si chiederà di dare pericolosità vicino al ferro.
Il reggianissimo Riccardo Cervi è uno dei migliori difensori d’area d’Italia, se tenuto nel pitturato può scoraggiare le incursioni avversarie e garantire tenuta a rimbalzo.
Per sfruttarlo al meglio, in difesa e tanto più in attacco, non è però possibile correre ai 100 all’ora, perché 216 centimetri sono comunque tanti da portare a spasso.
Discorso simile per Sava Lesic.
Il lungo slavo è un giocatore stanziale, che può mettere stazza e fisico ma certo non si adatta molto agli sprint.
Rispetto a Cervi, Lesic avrà un ruolo ancora più decisivo in attacco: è l’unico lungo realmente pericoloso in post basso, e quando sarà in campo sarà un obbligo o quasi rifornirlo, a costo di rallentare.
Non si tratta di snaturare la natura biancorossa ma di bilanciare i due aspetti.
Questi due anni con Darjus Lavrinovic hanno ricordato a tutti quanto sia comodo avere un serio riferimento spalle a canestro che possa segnare e creare, e in prospettiva playoff questo elemento è cruciale, anche se ovviamente nessun reggiano attuale può offrire il magistero superiore del fuoriclasse lituano.
Sarà difficile vedere Cervi e Lesic in campo insieme, a meno di emergenze, ma almeno un lungo per dare sostanza ci sarà verosimilmente spesso.
Contro rivali leggere non è da escludere invece l’impiego della coppia di ali Delroy James e Achille Polonara in contemporanea, ma contro le rivali di maggior tonnellaggio non può essere una soluzione continuativa.
Per tornare agli esterni, i riferimenti Grissin Bon sono chiari Amedeo Della Valle e Pietro Aradori avranno le chiavi della squadra in mano, per la prima volta in carriera: anche la guardia bresciana, forse con la sola eccezione di un anno nella Pallacanestro Cantù, non è mai stato il fulcro tecnico di un progetto.
Per i due l’occasione è grande, le qualità tecniche e atletiche sono chiare, ora è il momento di diventare leader di una squadra che dovrà cavalcare le loro giocate offensive. Della Valle soprattutto sarà lo specchio biancorosso quando Reggio sarà in versione da arrembaggio.
Aradori può essere anche una delle principali armi contro le difese schierate, con la sua potenza e la capacità di vedere sempre il canestro.
Entrambu hanno le spalle larghe, non mancheranno le occasioni per testarne la resistenza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
