«Cercherò di farvi divertire mettendoci tutto il cuore»
Calcio Lega Pro: la promessa di Otin Lafuente, talento 20enne della Reggiana «Voglio sfruttare al meglio tutte le occasioni che mi verranno concesse»
REGGIO EMILIA. «Otin Lafuente sarà un giocatore che cercherà di farvi divertire, perché non mi piace il calcio noioso. Fare calcio bello e divertente non significa tuttavia rinunciare ad aggredire o dare il cuore, quindi i tifosi devono sapere che Otin tiene tanto a questa squadra e farà di tutto per farli divertire».
Vietato parlare di impegno al 100% e massima determinazione. Quelle dovrebbero essere caratteristiche scontate, soprattutto per un ventenne aragonese, Hèctor Otin Lafuente, in cerca di un posto in una squadra piena di talenti e giocatori esperti.
State riuscendo a fare gruppo fuori dal campo?
«Sì. Questo fa la differenza tra una squadra che fa un bel campionato e una che vuole essere protagonista. Le qualità in campo ci sono, ma quando un gruppo è così legato questo ti porta a raggiungere obiettivi importanti».
Parma e Venezia sono avversarie importanti.
«In serie C è aumentato il livello. Ci sono squadre con grandi qualità, ma noi abbiamo il nostro percorso da fare e i nostri obiettivi da perseguire. Rispetto per tutti, ma paura di nessuno».
La Reggiana inizia ad avere una sua identità. Qual è la peculiarità principale della squadra, secondo lei?
«Cerchiamo di giocare sempre il pallone, partendo dal basso. L'aspetto importante di questa squadra non è con la palla, perché se hai giocatori di qualità questo viene naturale; piuttosto, in fase di non possesso, cerchiamo di aggredire i portatori di palla avversari».
La concorrenza, in attacco, non manca. Rischia di giocare poco.
«Come avevo già detto, questo fa parte del mio percorso da giocatore. Sono sceso dalla serie B (Virtus Entella, ndc) ben conscio che sarei venuto a giocarmi il posto con gli altri. Una volta che un giocatore riesce a fare trenta partite in categoria, allora puoi dire che quel giocatore è di serie A o B. Per ora, devo cercare di sfruttare le occasioni che mi verranno concesse».
Con Marchi e Guidone ha tanto da imparare, vero?
«C’è sempre da imparare, soprattutto nei piccoli gesti di tutti i giocatori. Non solo tecnicamente, ma anche l’approccio agli allenamenti di Marchi o la fame di giocare di Guidone, nonostante abbiano superato i trent’anni».
Quasi tremila abbonamenti: che effetto le fa?
«Non ho mai calpestato il terreno del Mapei Stadium, però tremila abbonati, e ancora ne mancano credo, per una squadra di serie C sono davvero tanti. Sarà una bella esperienza, in questa categoria ci sono poche squadre che possono vantare tanti tifosi così».
A bruciapelo: calcio italiano o spagnolo?
«Il calcio italiano è quello che mi piace meno, ma è quello che ti prepara meglio per tutti gli altri, soprattutto di testa. Che squadra tifo? Quella della mia città, il Real Saragozza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
