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«Cercherò di farvi divertire mettendoci tutto il cuore»

di Roberto Tegoni
«Cercherò di farvi divertire mettendoci tutto il cuore»

Calcio Lega Pro: la promessa di Otin Lafuente, talento 20enne della Reggiana «Voglio sfruttare al meglio tutte le occasioni che mi verranno concesse»

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REGGIO EMILIA. «Otin Lafuente sarà un giocatore che cercherà di farvi divertire, perché non mi piace il calcio noioso. Fare calcio bello e divertente non significa tuttavia rinunciare ad aggredire o dare il cuore, quindi i tifosi devono sapere che Otin tiene tanto a questa squadra e farà di tutto per farli divertire».

Vietato parlare di impegno al 100% e massima determinazione. Quelle dovrebbero essere caratteristiche scontate, soprattutto per un ventenne aragonese, Hèctor Otin Lafuente, in cerca di un posto in una squadra piena di talenti e giocatori esperti.

State riuscendo a fare gruppo fuori dal campo?

«Sì. Questo fa la differenza tra una squadra che fa un bel campionato e una che vuole essere protagonista. Le qualità in campo ci sono, ma quando un gruppo è così legato questo ti porta a raggiungere obiettivi importanti».

Parma e Venezia sono avversarie importanti.

«In serie C è aumentato il livello. Ci sono squadre con grandi qualità, ma noi abbiamo il nostro percorso da fare e i nostri obiettivi da perseguire. Rispetto per tutti, ma paura di nessuno».

La Reggiana inizia ad avere una sua identità. Qual è la peculiarità principale della squadra, secondo lei?

«Cerchiamo di giocare sempre il pallone, partendo dal basso. L'aspetto importante di questa squadra non è con la palla, perché se hai giocatori di qualità questo viene naturale; piuttosto, in fase di non possesso, cerchiamo di aggredire i portatori di palla avversari».

La concorrenza, in attacco, non manca. Rischia di giocare poco.

«Come avevo già detto, questo fa parte del mio percorso da giocatore. Sono sceso dalla serie B (Virtus Entella, ndc) ben conscio che sarei venuto a giocarmi il posto con gli altri. Una volta che un giocatore riesce a fare trenta partite in categoria, allora puoi dire che quel giocatore è di serie A o B. Per ora, devo cercare di sfruttare le occasioni che mi verranno concesse».

Con Marchi e Guidone ha tanto da imparare, vero?

«C’è sempre da imparare, soprattutto nei piccoli gesti di tutti i giocatori. Non solo tecnicamente, ma anche l’approccio agli allenamenti di Marchi o la fame di giocare di Guidone, nonostante abbiano superato i trent’anni».

Quasi tremila abbonamenti: che effetto le fa?

«Non ho mai calpestato il terreno del Mapei Stadium, però tremila abbonati, e ancora ne mancano credo, per una squadra di serie C sono davvero tanti. Sarà una bella esperienza, in questa categoria ci sono poche squadre che possono vantare tanti tifosi così».

A bruciapelo: calcio italiano o spagnolo?

«Il calcio italiano è quello che mi piace meno, ma è quello che ti prepara meglio per tutti gli altri, soprattutto di testa. Che squadra tifo? Quella della mia città, il Real Saragozza».

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