Gazzetta di Reggio

Sport

la star del nuoto

Camellini: «Darò il massimo solo così non avrò rimpianti»

di Alessandro Zelioli
Camellini: «Darò il massimo solo così non avrò rimpianti»

REGGIO EMILIA. «Vado a Rio per restituire quello che ho avuto. E perché, grazie alle mie vittorie ho conquistato il diritto di parola. Voglio usarlo per veicolare messaggi positivi». Cecilia...

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Vado a Rio per restituire quello che ho avuto. E perché, grazie alle mie vittorie ho conquistato il diritto di parola. Voglio usarlo per veicolare messaggi positivi». Cecilia Camellini, 24enne nuotatrice formiginese ma portacolori della Tricolore Reggio, sta preparando la valigia per la sua terza Paralimpiade. Cieca dalla nascita, Cecilia ha già nel suo palmares, due ori olimpici e altrettanti secondi e terzi posti.

Cecilia Camellini, davvero ha rischiato di non essere sull'aereo per Rio?

«Avevo bisogno di rimettere assieme dei pezzi. La mia vita sembrava ormai solo il nuoto. Mi sono detta: fermiamoci un attimo. Non è stato uno stop completo, ma dopo gli Europei 2014 ho ridotto i ritmi. Mi allenavo comunque tre volte a settimana. Ma Rio non era segnato in rosso sul mio calendario, ma non era il mio pensiero fisso».

E poi?

«Poi avevo un debito verso chi mi è sempre stato vicino e mi ha aiutato. E ci siamo voluti fare un regalo. Abbiamo accelerato la preparazione dicendoci che ce la potevamo fare. Recentemente, mentre mi tuffavo, mi sono chiesta se, solo un anno fa, avessi mai pensato di essere pronta a partire per la mia terza olimpiade. La risposta è stata no».

Quelle medaglie, in fondo, hanno pesato?

«Pesano nelle avversarie che ora mi conoscono e sanno come battermi. Ma quei podi mi permettono ora di veicolare tanti messaggi che possono essere positivi, ma anche negativi o neutri secondo chi li ascolta. Questo per me significa dare un valore aggiunto allo sport, che altrimenti sarebbe fenomeno vuoto e fine a se stesso. Significa poter andare al di la dello sport".

A Rio, gareggerà in cinque specialità come tradizione?

«Purtroppo l’aver accelerato la preparazione, ha comportato dei tagli. Con Matteo Poli, il mio tecnico, abbiamo scelto le tre gare di stile libero (50 metri, 100 e 400, ndr) ed i 100 dorso. Non farò i 400 misti e anche sul dorso, non ho grandi aspettative».

Tutte specialità dove, però, è sempre salita sul podio.

«Diciamo che vado a Rio per dare fastidio alle avversarie. C’è l’olandese Liesette Bruinsma che a 16 anni ha un fisico bestiale e mi ha tolto tutti i record. Ma in vasca vedremo cosa succede».

Ha però un obiettivo?

«Dare il massimo. Solo in quel modo non avrò rimpianti e potrò accettare il verdetto della vasca».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google