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«Il mio obiettivo? Arrivare il più in alto possibile»

di Juri Panciroli
«Il mio obiettivo? Arrivare il più in alto possibile»

Calcio Lega Pro: Bryan Mecca, giovane mezzala della Reggiana pronto alla sfida «Il mister non farà differenze d’età, ma manderà in campo sempre i migliori»

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REGGIO EMILIA. Bryan Mecca, classe ‘99, è uno dei talenti arrivati a Reggio nel blocco Pro Patria di due anni fa. Si dice un gran bene di lui e sono molti gli osservatori che vengono settimanalmente a visionarlo durante gli allenamenti. Dopo che Alberto Colombo lo aveva aggregato al gruppo nel finale della scorsa stagione, con tanto di debutto nel professionismo durante Reggiana-Feralpisalò, anche Leonardo Colucci crede in lui e lo ha convocato col resto della squadra a Villa Minozzo.

Mecca, si vuole presentare ai tifosi?

«Sono una mezzala sinistra. Tra le mie caratteristiche c’è la corsa, mi piace spesso inserirmi in avanti e quando gioco do sempre tutto».

È aggregato alla squadra dallo scorso anno: credono molto in lei?

«Lo spero».

Come ha vissuto la partenza del gruppo bustocco che l’ha portato alla Reggiana?

«Sono contento di essere rimasto, ho visto che è cambiato molto ma ormai mi sono ambientato bene e alla Reggiana sto benissimo».

Rimarrà con Spanò e compagni in pianta stabile?

«Quest’anno, in teoria, sarebbe il mio primo con la Berretti. Al momento sono a disposizione della prima squadra e resto qua. Ma mi hanno già prospettato di andare a giocare spesso coi coetanei della Berretti».

Quali differenze ha notato allenandosi con i “grandi”?

«I primi tempi, l’anno scorso, facevo fatica perché i ritmi sono più alti e in partitella tutti ci tengono a vincere».

E il suo primo ritiro in quota è andato bene?

«È stato tosto perché non ero abituato alla doppia seduta tutti i giorni, così come non avevo mai cominciato un mese prima del solito».

L’impatto con mister Colucci è stato positivo?

«Ero già abituato l’anno scorso a confrontarmi con un tecnico preparato che ci seguiva molto».

Può fare un bilancio dei due anni trascorsi a Reggio?

«Molto belli a livello personale perché hanno coinciso con le prime esperienze fuori casa: subito è stata dura ed ho fatto un po’ di fatica senza i genitori, ma ora ho preso il ritmo e sono sempre riuscito a conciliare scuola e calcio. Sono stato sempre promosso senza debiti formativi, anche se quest’anno ho scelto di iscrivermi alle serali perché al mattino capiterà di dovermi allenare. Agonisticamente parlando, quando due anni fa giocavo negli Allievi Regionali fui dirottato in quelli Nazionali, da gennaio in poi, e con loro feci la grande cavalcata che ci portò a vincere il girone».

Personalmente cosa si aspetta da questa stagione?

«Intanto sono contento della possibilità che mi sta dando la Reggiana. Inoltre il mister mi ha confermato che non farà differenze d’età, ma manderà in campo sempre i migliori. L’obiettivo, come tutti, è di arrivare il più in alto possibile anche se al momento mi accontenterei di aumentare il minutaggio».

Cosa provò l’anno scorso al momento del debutto?

«Sensazioni bellissime e strane, difficili da descrivere, unite al fatto che arrivò anche la vittoria e l'ambiente era euforico».

Sa che c’è un suo coetaneo già affermato in Serie A?

«Donnarumma, il portiere del Milan? Mi auguro di seguire le sue orme».

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