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Reggiana-Sassuolo, prove di avvicinamento

Primo Bertani
Reggiana-Sassuolo, prove di avvicinamento

L’operazione diplomatica è condotta dal dg della Reggiana Maurizio Franzone che ha cercato di trovare punti di dialogo e convergenze con il club neroverde

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REGGIO EMILIA  La novità dell’estate è la prova tecnica di avvicinamento tra Reggiana e Sassuolo. Protagonista di questa operazione di diplomazia è il direttore generale granata Maurizio Franzone che ha cercato di trovare da subito, a dispetto del passato, convergenze e punti di dialogo.

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Un’operazione di apertura iniziata sotto traccia con l’amministratore delegato sassolese Giovanni Carnevali, l’uomo di fiducia di patron Squinzi, nello spirito di Mike Piazza che chiede di andare d’accordo con i vicini di casa, cioè Sassuolo e Parma. L’ha detto chiaro e tondo durante la sua prima conferenza stampa. Anche con il Parma, gli è stato chiesto? Risposta secca, senza giri di parole. «Sono grande amico di Guido Barilla, lo stimo, in questo momento è in società».

E per essere coerente, il neopresidente granata ha voluto nel consiglio di amministrazione l’uomo del baseball, Gilberto Gerali, che è di Parma, che coltiva un’amicizia antica con i Barilla e il tessuto sportivo della città ducale.

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L’attivismo e le mosse negli ambienti che contano di Maurizio Franzone, non sono passati inosservati. A fine giugno Reggiana e Sassuolo, hanno raggiunto una piena intesa, per il nuovo contratto d’affitto del Mapei Stadium. Si sono succeduti più incontri, in gran segreto, nel segno di una rinnovata cordialità e spirito di collaborazione. Forse è iniziato un nuovo corso, la Reggiana è scesa dalle barricate per intraprendere la strada del confronto, senza remore, rimuovendo da subito le ruggini del passato, consapevole di avere solo da guadagnarci.

La prova del disgelo? Quando c’è stato da invertire il campo per la partita di Coppa Italia con il FeralpiSalò, Franzone ha rilasciato una dichiarazione esplicita per confermare l’indisponibilità dello stadio, senza colpevolizzare nessuno per i lavori in ritardo, per poi stigmatizzare il corteo di protesta anti-Sassuolo del tifo granata.

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Secondo indizio. Alla presentazione in Comune a Reggio del Trofeo Tim, lo stesso Franzone era seduto al tavolo d’onore, al fianco di Carnevali si è fatto fotografare, condividendo i toni della grande amicizia. Franzone vuole giocare una nuova partita, a tutto campo, nel segno del fair play, perché ha evidenti obiettivi da raggiungere. Si mormora sia stato capace di strappare un contratto per la Reggiana davvero super, migliorativo rispetto all’ultimo firmato da Alessandro Barilli, che era di 250mila euro all’anno, di cui la metà restituiti sotto forma di sponsorizzazione.

Una cifra stracciata, mentre quando il Sassuolo era in affitto della Reggiana ne pagava tre volte tanto.

Va ricordato che nel periodo in cui la società granata gestiva in proprio lo stadio Giglio, spendeva non meno di 260mila euro all'anno, 127mila per l’affitto che andava al liquidatore fallimentare Barbieri, più altri 130-135mila per costi di giardinaggio, concimazione, acqua, bollette elettriche, assicurazioni, oneri comunali.

Ad alcuni tifosi la realtà è indigesta, altri si tappano il naso, ma andare in affitto è stato sicuramente un affare, anche perché la Mapei ha speso diversi milioni di euro per mettere a norma lo stadio e per la sua completa ristrutturazione, partendo dal terreno di gioco, rendendo ora la struttura idonea per manifestazioni internazionali.

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Mike Piazza ha molte idee nella testa, Franzone si sta muovendo in ottica futura, programmando ogni passo. La strategia, pare di capire, non è solo quella del bon ton o di coltivare relazioni, ma di puntare a qualche meta precisa.

Quello che è certo è che da oggi si è inaugurato un’asse preferenziale tra Franzone e Carnevali. Tutto lascia intendere che potrebbe diventare la nuova e decisiva cabina di regia nei rapporti tra Reggiana e Sassuolo.

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