Gentile, la voglia di ricominciare dopo una stagione in altalena
Basket serie A, dopo i tanti infortuni ha trascorso dieci giorni a Los Angeles con Mike Penberthy «Ho imparato tante cose nuove che cercherò di mettere a frutto durante il prossimo campionato»
REGGIO EMILIA. Stefano Gentile si ripropone rimesso a nuovo dopo una stagione d’esordio a Reggio davvero sfortunata.
Un grande inizio in Supercoppa dove fu protagonista, poi un inizio in sordina in regia e tanti infortuni che hanno spezzettato la sua stagione non permettendogli quasi mai di arrivare alla piena forma e togliendoli la gioia di poter giocare una finale scudetto contro il fratello Alessandro.
Come sta adesso?
«Bene, sono a posto fisicamente, pronto per cominciare».
Come ha passato l'estate?
«Ho cominciato l’estate lavorando qui con Tibiletti per sistemare il polpaccio, poi ho continuato per recuperare dagli acciacchi che mi avevano condizionato negli scorsi mesi e infine ho trascorso dieci giorni a Los Angeles da Mike Penberthy. Sicuramente è stata una grande esperienza, ho imparato tante cose nuove, ho ricevuto tanti insegnamenti che cercherò di mettere a frutto durante l’anno».
Com’è lavorare con Penberthy?
«Lui lavora con tanti giocatori Nba, lavora d’estate sviluppando la fase di tiro e realizzazione. Lui era un grande tiratore di talento, ma ha anche lavorato molto e ora propone il suo metodo ad altri atleti. La maggior parte di loro ha avuto ottimi risultati quindi spero che mi porti fortuna».
Qual è la cosa principale che porta con sè di questa esperienza?
«Sicuramente mi ha dato grande fiducia nei miei mezzi. Guadando come tiravo non ha trovato nulla da cambiare, ma mi ha dato nuove armi, quelle che usava lui, qualche trucco del mestiere che potrò utilizzare».
Cosa si aspetta da questo campionato?
«Mi aspetto di giocare al 100 per cento tutte le partite e lavorare finalmente senza gravi problemi fisici».
Ha voglia di rivalsa dopo la stagione opaca dello scorso anno?
«Ogni anno si chiude un capitolo e se ne apre uno nuovo. Ho voglia di scrivere delle belle pagine di storia a livello personale e di squadra».
Il primo appuntamento è quello con la Supercoppa in cui lei fu protagonista. La Grissin Bon riuscirà a difendere il titolo?
«Dall’esperienza dell’anno scorso direi che se arriveremo pronti e compatti avremo un grande vantaggio su squadre che aggiungeranno giocatori all’ultimo momento. Ovviamente il nostro obiettivo è di fare il bis».
Quest’anno lei dovrebbe avere più spazio come guardia. Questo ruolo può esaltare le sue qualità?
«Io sono pronto a fare quello che mi viene chiesto indipendentemente dal ruolo. Nel basket moderno i ruoli sono meno definiti rispetto al passato, a noi giocatori viene richiesto di fare sempre più cose».
Quali saranno le vostre armi?
«La voglia di dimostrare quanto valiamo e chi siamo. Non è un aspetto tecnico ma sarà importante che aggiunto alle qualità tecniche ci aiuterà a far bene».
Quest'anno, senza Kaukenas, le palle che scottano a chi andranno in mano?
«Credo che lo deciderà il campo. Lo deciderà la singola partita o la singola situazione».
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