«La mia storia sportiva è cominciata a Novellara»
Il campione olimpico di nuoto Greg Paltrinieri è ritornato nella sua casa a Carpi I complimenti di Phelps: «È una bella soddisfazione ma adesso voglio il record»
NOVELLARA. L’oro olimpico? «È incredibile». Gregorio Paltrinieri sgrana gli occhi con la medaglia di Rio al collo. Deve compiere ventidue anni, ma, dentro, è rimasto il bambino che inseguiva i campioni per prendere esempio da loro. Al Festival della Filosofia, in piazza Martiri, sarà lui il testimonial. La vittoria di Rio non l’ha cambiato, anzi.
«Posso insegnare tanto – risponde il campione olimpico – faccio parte del mondo dell’agonismo ai massimi livelli. Ho vari retroscena da raccontare. Le Olimpiadi sono un evento straordinario. Dicono che vai per partecipare, ma quando ti trovi sul punto di vincere una medaglia non può non esserci più agonismo. E ora vediamo di fare una bella festa».
Michael Phelps, il nuotatore più titolato di tutti i tempi, ti ha definito un fenomeno.
«Ci salutiamo, ma non ci siamo mai parlati. Certo questa cosa mi ha fatto piacere».
A Rio alle Paralimpiadi ci sarà anche Cecilia Camellini.
«Lei la conosco bene, ci siamo parlati varie volte: farò il tifo. Spero possa fare il meglio possibile. È una bravissima ragazza».
La Pellegrini, invece?
«Non è andata bene. Le gare possono andare bene o male. Lei ne ha vinte tante, ogni tanto ci sta di perdere. Le altre erano a un livello altissimo e lei quest’anno non ce l’ha fatta. Non ho ancora capito se continuerà o no. Ha fatto comunque la sua bella carriera. Non le si può rimproverare nulla».
Hai seguito la pallanuoto olimpica?
«Sì».
Hai visto che Alessandro Mora non ce l’ha fatta?
«Con Alessandro siamo grandi amici. Il Settebello viene a Ostia, conosco tutti i giocatori molto bene. Stavano giocando benissimo, si poteva sperare nella finale per il primo posto. Con la Serbia la partita non è stata bellissima (Italia sconfitta 10-8), però se la possono giocare per il bronzo. Farò il tifo per loro».
Sei un grande esperto di basket. Non hai potuto però osservare gli Azzurri.
«Non ci siamo qualificati. Sono andato lo stesso a guardare una partita degli Stati Uniti. È stato bellissimo».
Il giocatore che ti ha stupito di più?
«Il mio preferito è Carmelo Anthony».
Tutti ti reclamano: Carpi, Reggio, Ostia...
«Mi sento carpigiano: sono nato a Carpi, mi sembra ovvio. Da piccolo mi allenavo a Novellara. Da un punto di vista sportivo mi sono sempre allenato lì, ma dentro sono carpigiano».
Hai realizzato che sei campione olimpico?
«È una bella soddisfazione, è incredibile: è ciò che ho sempre desiderato. È il massimo che potessi fare».
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