Gazzetta di Reggio

Sport

colucci non fa sconti

«Brutto primo tempo mi era piaciuto di più quello di Bassano»

di Cristiana Filippini
«Brutto primo tempo mi era piaciuto di più quello di Bassano»

REGGIO EMILIA. Nonostante il 4-0 sull'Ancona e nonostante cerchi di mascherarlo, Leonardo Colucci si presenta in sala stampa teso come una corda di violino e ancora con tanta adrenalina in corpo....

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Nonostante il 4-0 sull'Ancona e nonostante cerchi di mascherarlo, Leonardo Colucci si presenta in sala stampa teso come una corda di violino e ancora con tanta adrenalina in corpo. Come se la partita l'avesse giocata anche lui.

«Prestazione nel complesso positiva – spiega l'allenatore – anche se nei primi venti minuti avevo chiesto ai ragazzi di non essere contratti, la tensione fa brutti scherzi. Li capisco ma non deve più accadere».

Ha fatto i complimenti?

«Certo, a tutti. Ma più per i gol che per la prestazione».

All'inizio è sembrata una squadra paziente e senza frenesia...

«Può succedere quando giochi in casa di prestare il fianco e subire delle ripartenze. I ragazzi sono stati bravi anche se io sono uno di quelli che in panchina si arrabbia sempre. Ma è il mio modo di essere e di fare. Sono sempre stato così e non posso cambiare dopo 43 anni. I ragazzi ormai mi conoscono e lo sanno anche se effettivamente sono andato un po' per la tangente».

Ormai ha consumato la fede al dito a forza di torturarla.

«Solo perché con mia moglie ho un rapporto speciale e perché domani (oggi ndc) compie gli anni, proprio come il presidente Mike Piazza».

Si goda questa vittoria.

«Sono contento, certo, però già proiettato alla prossima partita. Lo stesso atteggiamento che avevo da giocatore».

Pero due cose su questa vittoria le deve dire: cosa le è piaciuto e cosa l'ha fatta arrabbiare?

«Siamo stati pazienti è vero, ma anche frenetici nel verticalizzare e farlo così, tanto per farlo, non serve a niente. Mi è piaciuto l'atteggiamento di tutti, anche di chi è subentrato. E' per questo che quando sento parlare di titolari e non titolari sorrido. I giovani devono capire che una volta c'erano quattordici giocatori in una rosa di diciotto. E il calcio si giocava ai due all'ora, più che calcio sembrava calcetto. Non c'erano contrasti a differenza di adesso dove è più facile farsi male e subire infortuni. E' per questo che noi avremo bisogno di tutti. Contro l'Ancona hanno giocato undici titolari e a Bassano hanno giocato undici titolari. E, tanto per cancellare qualche luogo comune, chi l'ha detto che squadra che vince non si cambia? Ma chi l'ha detto? Se ho la possibilità di migliorarla perché non devo farlo? Cancelliamo anche il luogo comune del ritiro visto che non ci siamo andati e non mi pare che sia arrivata una sconfitta. Pensate a cosa sarebbe successo in caso contrario? Quindi, cerchiamo di superare un po' di luoghi comuni».

Ultima considerazione mister: ma qual è la vera Reggiana?

«Voglio andare controcorrente ma a me era piaciuto di più il primo tempo di Bassano. Quella partita, contro una squadra forte, l'avevamo anche agguantata in modo meritato poi sappiamo tutti com'è finita. In una finale di Champions il Bayern Monaco vinceva 1-0 al novantunesimo e poi quella finale l'ha persa. L'esperienza non è altro che una serie di errori che uno ha commesso: dopo diventi esperto. Noi abbiamo commesso quattro errori e abbiamo preso quattro gol, dopo questa vittoria siamo più esperti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google