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Miftah, fantasia e tanti gol il “falco” ha trovato il nido

di Primo Bertani
Miftah, fantasia e tanti gol il “falco” ha trovato il nido

L’attaccante del Lentigione ripercorre una carriera da... ex girovago del calcio «Amadei mi ha fatto sentire importante, questo paesino è la mia isola felice»

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LENTIGIONE. Chi dice gol e fantasia dice Hicham Miftah. Lui è la faccia del calcio, un pendolare inesauribile. Nonostante l'età – qualche mese in meno di Valentino Rossi, uno dei suoi miti – cerca e trova ancora le zampate vincenti che illuminano le partite. La sua parabola inizia a otto anni, al momento dell'arrivo in Italia da Casablanca. Era già sul campetto della parrocchia di Taneto un piccolo fenomeno, da predestinato imparava il dialetto e contemporaneamente l'arte di segnare. Racconta ancora oggi con orgogliosa lucidità quei primi calci nel Delta, poi altri frammenti giovanili, il passaggio al Sant'Ilario, all'Inter Club, una stagione con i giovanissimi del Parma e la consacrazione ai Crociati, dalla juniores al salto a 15 anni alla prima squadra.

Non ha segreti, c'è solo che quando vede la porta, gli si accende il radar. «La mia forza è trovare il pallone tra i piedi, senza pensare a dove va, tiro sempre, è l'istinto che mi guida».

TANTI GOL, TANTI CLUB. Di reti importanti ne ha firmate oltre 130 in una carriera da almanacco, passando dai Crociati al Pizzighettone, 17 reti in serie D, dal Brescello alla Reggiana, la Sambenedettese e poi è storia nota, Catania in B, di nuovo Reggiana, Como, Acireale, all'estero in Scozia, Ungheria e Svizzera. Al ritorno in patria ecco Pro Vasto, Derthona, ancora Crociati e Pizzighettone. Da quattro stagioni per lui stravedono i tifosi di Lentigione. «Andrea Benassi e Romano Amadei mi hanno fatto sentire importante, questo paesino è diventato la mia isola felice».

I risultati parlano da soli, 52 reti in 3 campionati, quest'anno promette sfracelli.

TRE MAESTRI. Tra i tanti personaggi che lo hanno allenato, tre gli sono entrati nel cuore:«Marco Torresani è quello che mi ha dato enorme fiducia; Adriano Cadregari vede il calcio a modo suo, è originale, in compenso è un grande tecnico; Francesco Salmi ti spiega l'abc come nessun'altro, ti accompagna dentro i segreti di questa attività, a volte può sembrare come un papà esagerato, però ne sa tanto e ha valori immensi. È un allenatore come minimo da Lega Pro, se tu lo segui fai di sicuro tanta strada».

L'abito di solito fa il monaco, Hicham Miftah ha rotto ogni tabù e si è messo a festeggiare le reti con il volo, divenuto iconico, del falco. «È un gesto che mi rappresenta. Questo rapace mi piace, quando vede la preda non ha due pensieri, la punta e va dritto alla sua conquista, con grande velocità di esecuzione. Ho iniziato questo rito nel 2001, quando giocavo nel Pizzighettone.

Dal racconto della sua storia sportiva, appassionata e intensa, fa emergere due giocatori, che si sposano meglio di altri con la sua filosofia calcistica. «Michele Pietranera era con me ai Crociati, in serie C, ci capivamo al volo, senza parlare e nemmeno un gesto. Poi al Catania-ricorda – ho ammirato i colpi di genio del brasiliano Dudù Oliveira, faceva con il pallone cose pazzesche. Ai tempi d'oro incontravo solo giocatori capaci e di classe. Oggi in troppi fanno questo mestiere, senza avere eccessivi meriti, magari solo per una conoscenza».

Nel futuro di Miftah ci sono due progetti. «Uno è già iniziato, ho un ufficio dove svolgo la mia attività di broker. Quando smetterò, perché vorrà dire che non mi diverto più, ho l'idea di fare l'allenatore».

L'atleta marocchino oggi vive a Sant'Ilario, è sposato, ha due figli, Duniya, che gioca nella pallavolo femminile e un maschietto, Ismael, di 4 anni. Sul futuro di Reggiana e Parma non si sbilancia più di tanto. «Da ex granata penso che bisogni dare il tempo a Colucci di amalgamare quella che potrebbe diventare una grande squadra. A Parma sognano, hanno ancora la serie A in testa, però sono cambiati tanti giocatori e non è un percorso facile».

Obiettivo del Lentigione? «Non è salvarsi, né conquistare il campionato. Vogliamo vincere solo tante, tante partite». I due gol di domenica confermano che Miftah sta facendo di nuovo le prove generali per una stagione da leader con il suo Lentigione. In diversi pensano al Brescellone e ci leggono già, conoscendo Romano Amadei e Doriano Tosi, un futuro miracolo di provincia.

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