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Reggiana oggi a Modena per la rivalità e la classifica

di Juri Panciroli
Reggiana oggi a Modena per la rivalità e la classifica

Dopo 15 anni torna il derby del Secchia: i canarini ne hanno vinto uno in più In campo la stessa formazione di Venezia, tranne Mogos per Ghiringhelli

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REGGIO EMILIA. «Andom a Modna!». È stato questo il leitmotiv dei tifosi granata fin dal triplice fischio di Venezia, un concetto ripreso in settimana sui vari social network.

È il derby del Secchia - qualcuno lo chiama “del Lambrusco”- pertanto non ha bisogno di grandi presentazioni. È un classico statisticamente molto equilibrato tra le due piazze (con i canarini in vantaggio di una vittoria), ma l’atmosfera magica d'attesa che si vive in queste ore è dovuta al fatto che manca da ben 15 anni.

Calcisticamente sarà più sentita la sfida coi cugini d’oltre Enza a fine anno ma non è da sottovalutare nemmeno questa rivalità che esiste da secoli: dalla disputa per la paternità della maschera di “Sandrone” ai tempi del ducato di Modena - di cui Reggio faceva parte -, passando per l’invenzione dei prestigiosi prodotti culinari di zona e finendo con la condivisione di un Ateneo, dove una comunità cerca costantemente di primeggiare sull’altra.

Tornando al calcio, in questi giorni abbiamo ricordato quanti intrecci di persone vi siano stati, sia a livello dirigenziale che in campo, tra queste nobili decadute ma il nome più attuale è certamente Leonardo Colucci: il tecnico granata spiccò il volo da calciatore a Reggio finendo la carriera a Modena.

Un derby fa sempre storia a sé e mai come oggi allo stadio Braglia (14.30) vi arriveranno due squadre col morale alto: la Reggiana ha avuto l'intera settimana per preparare il match, ha recuperato pedine importanti dall'infermeria e sa di aver strappato un punto in Laguna dove altre falliranno; i canarini invece avranno (forse) il fattore campo e vengono dalla vittoria di martedì a Teramo, pur dopo 1.000 chilometri di viaggio, dove si è sbloccato il reparto avanzato.

Perciò sarà una gara tutta da giocare ma senza la frenesia di voler subito andare in gol perché sappiamo che, prima o poi, Marchi e compagni la buttano dentro. Nelle tre precedenti gare i granata hanno dimostrato di avere confidenza con il gol: quando il gioco latita, e in questa fase della stagione è normale che sia così, c’è sempre chi è in grado di fare la giocata che fa la differenza.

Oltre a ciò il 4-3-3 di Colucci è sempre più collaudato e vedrà in campo pressoché gli stessi di Venezia, eccezion fatta per Ghiringhelli non al meglio rimpiazzato da Mogos.

Soprattutto ci sarà tanto granata sugli spalti visti gli oltre duemila biglietti venduti in città: tutti ingredienti per dare un dispiacere agli ex Manfredini, Cossentino, Loi e Zucchini che ora vestono di giallo.

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