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Il Lentigione affida la difesa dei pali all’estrosità di Nava

Il Lentigione affida la difesa dei pali all’estrosità di Nava

«Mi ispiro a Schmeichel, siamo tutti e due un po’ pazzi» «Con la Sangiovannese sarà battaglia ma siamo pronti»

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LENTIGIONE. La solitudine del numero uno, l'uomo che sussurra ai pali e via con mille altre definizioni del ruolo del portiere. Di sicuro per lanciarsi da una parte all'altra della porta, gestire la difesa e cercare di non far entrare la palla in rete serve un po' di... sana follia.

«In effetti un po' ne serve – ammette divertito il portiere del Lentigione Giacomo Nava – in un ruolo molto particolare che non tutti possono fare».

Perché?

«Noi portieri siamo degli atleti completi, ci alleniamo per parare ma dobbiamo essere capaci anche con i piedi. Un portiere deve avere carattere perché non è facile prendere delle decisioni in campo. Poi da noi dipende sempre il risultato. Se ad esempio un giocatore che è in campo non è in giornata può sempre farsi aiutare dal compagno mentre un portiere no. Per assurdo siamo in una squadra, giochiamo per e con essa ma abbiamo un ruolo piuttosto solitario».

Siete anche spesso sotto i riflettori, nel bene e nel male.

«Eh sì, se sbagliamo la palla entra nella rete e diventiamo i peggiori, se invece facciamo buone parate siamo sulla cresta dell'onda. E' anche per questo motivo che dicevo che serve una buona dose di carattere per essere un portiere perché non è facile neppure gestire questa altalena di giudizi».

Giacomo Nava è un portiere giovanissimo ma a diciannove anni ha alle spalle un settore giovanile importante come quello della Sampdoria. Lo scorso anno il suo primo campionato fra i "grandi" con il Rapallo ed ora difende i legni del Lentigione.

«Ho trovato un bell'ambiente ed una bella società. E non lo dico tanto per dire ma perché è vero. Non è facile trovare un Patron, Presidente e direttore sportivo seri. A Lentigione mi sono trovato bene con la dirigenza, i compagni, mister e preparatore dei portieri. E' una piccola realtà impostata come una grande».

Cosa le piacerebbe fare oltre che il portiere?

«Mi sono diplomato al liceo scientifico e non mi dispiacerebbe fare psicologia all'università. Ho 19 anni e per quest'anno ho deciso di concentrarmi sul calcio poi il prossimo farò la scelta».

Parlando del campionato come le sembra questo girone?

«Molto equilibrato, nel girone D ci sono tante squadre importanti. Un campionato nel quale abbiamo iniziato bene dove sappiamo che non sarà tutto rose e fiori. Abbiamo incontrato tre squadre forti ma ce ne sono ancora parecchie altre. Stiamo lavorando bene e questo ci aiuterà a maturare e a fare ancora meglio».

Domenica vi tocca la Sangiovannese.

«Squadra toscana dunque ostica, questa poi che non molla mai. Ha diversi giocatori importanti e domenica scorsa ha messo a segno una bella vittoria. Sarà una battaglia come lo saranno tutte in questo campionato».

Da quale collega trae ispirazione?

«Schmeichel del Leicester City e della Nazionale danese. Diciamo che mi ci identifico, siamo entrambi un po' pazzi fra i pali». (Mabi)

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