Grissin Bon, il Forum è stregato
La Sidigas Avellino beffa i biancorossi e vola in finale con una tripla di Ragland a fil di sirena
INVIATA A MILANO. Lo sguardo attonito di Aradori e socio mentre Ragland esulta per la tripla che è valsa la vittoria, è lo scatto più rappresentativa della semifinale che Reggio consegna nelle mani della Sidigas. Sulla sirena, il tiro assassino dell’esterno avellinese manda fuori dal torneo i detentori della Supercoppa.
Ha colpa, Reggio. Più che per non aver fermato il killer statunitense nel finale, per non aver ucciso il lupo irpino quando l’occasione c’era. Quando, cioè, si viaggiava agevoli sul +9 e l’avversario era ferito e in difficoltà.
Nonostante gli errori, l’infinità di perse, gli schemi ancora da rodare, si è fatto sul serio nel remake della semifinale scudetto che, stavolta, metteva in palio la finalissima della Supercoppa 2016.
Sul parquet del Forum, s’è vista una certa intensità e, disgraziatamente, pure qualche fischiata poco sensata.
Avellino spinta dalle iniziative personali e dalla forza dei proprio esterni, si presenta al via priva di Fesenko - zoppicante spettatore del match -, Reggio ha fuori il solo Strautins, con Della Valle recuperato alla grande. Spinta dalle iniziative personali e dall’esplosività atletica dei propri esterni, la Sidigas parte ben decisa a prendersi la finale. La Grissin Bon subisce nelle battute inziali, quindi, caricata dagli Arsan entrati al 3’, trova la giusta carica. Un minutino più tardi Aradori firma il sorpasso. Ma Avellino resta lì, attaccata con i muscoli prima che con il cervello. Alla metà del quarto, quando i suoi sono avanti di un nulla, Menetti mischia le carte: c'è spazio per il rientrante Della Valle, oltre che per i nuovi acquisti Lesic e James, troppo intimoriti dal prestigioso palcoscenico. Gioca tanto pick and roll, la Grissin Bon che tiene la testa della gara (22-19 al primo gong) nonostante un Leunen inferocito.
Punto a punto procedono pure i secondi dieci minuti, in cui Reggio trova un Della Valle particolarmente pungente.
Tra i tanti errori per parte, il nanetto Green agguanta un rimbalzo che Cusin mette dentro: è il 40 a 39 per la truppa di Sacripanti a 1’30” all’intervallo. I due liberi realizzati da Aradori fissano il punteggio sul 41-40 per la Grissin Bon alla pausa lunga.
Dal tunnel, i reggiani escono con la faccia giusta, quella cattiva. Tanto che in un niente volano a +5 grazie a Gentile e Polonara, decisamente in palla. Al 7’ del terzo quarto, i biancorossi veleggiano sul +9 (56-47).
La Sidigas non molla gli ormeggi così e sul finire di quarto, in transizione, mette insieme un 4 a 0 che costringe Menetti a fermare il tempo per un minuto. A zittire gli avversari è Della Valle per il nuovo +7 (58-51). Reggio spreca malamente la palla del nuovo +9, ma Avellino non ne riesce ad approfittare. Al quarto decisivo, s’arriva così sul 58-51 per la Grissin Bon.
All’inizio dell’ultimo periodo, James manda Randolph in lunetta. L’americano realizza poi pure il gol del -3 (58-55). A rilanciare Reggio è ancora una volta Della Valle. Poi, dopo il nuovo affondo avellinese, arrivano finalmente punti da James. Qui, quando si spera ormai in un nuovo e decisivo allungo biancorosso, il colpo di coda della Sidigas. Un canestro spettacolare di Raldolph e uno di sostanza di Leunen, vanno a di fatto a riaprire l’incontro. Una magia di Ragland al 6’ vale un pareggio (65-65) che fa male, tanto male.
Un più che positivo Cervi (gestito, va detto, in modo sensato) corregge a canestro un ferro, poi Aradori rapina un pallone d’oro. Cinquecento reggiani tirano un sospiro di sollievo al Forum. Il canestro reggiano però non arriva. Ragland s’invola a canestro, Polonara lp stoppa ma Seghetti sentenzia che la parabola fosse già discendente (il replay dirà che così non è).
“Polonair” si vendica mettendo una tripla strepitosa a meno di 2’ al gong. Due liberi di Cusin e un contropiede dell’indiavolato Ragland riportano Avellino avanti (71-70 con 16” da giocare).
Non è finita. Reggio ha l'ultimo tiro. Avellino pressa forte. Aradori, assediato, passa a Della Valle. Il suo tiro è scomposto e troppo lontano dal canestro. Polonara s’avventa sulla palla e Thomas su di lui, commettendo fallo. Non tradisce in lunetta il biancorosso: è il 72 a 71 per la Grissin Bon. La curva freme. Restano 2”21. E qui succede l’impossibile. Sulla sirena, raddoppiato, Ragland sgancia una tripla pazzesca, quella che spedisce i lupi in finale.
E lo sguardo attonito di Aradori e soci è lo stesso dei 500 reggiani al Forum.
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