«Troppe palle perse quando contava»
Aradori e l’amara prima gara da capitano: «Un’emozione, volevo però la finale»
REGGIO EMILIA. Pietro Aradori non ha potuto bagnare con una vittoria la prima partita ufficiale con la fascia di capitano della Grissin Bon.
L'ala biancorossa ha giocato una buona partita, di grinta, si è battuto fino all'ultimo segnando nei 28 minuti in cui è stato in campo 13 punti con 2 assist, il tutto “condito” da statistiche non certo da bocciatura: 3/4 nei tiri da due punti, 1/5 nei tiri da 3 punti, 4/4 ai tiri liberi, 1 rimalzo, 1 palla persa e 1 palla recuperata.
Una grossa delusione con il successo sfumato a fil di sirena ma la sua analisi va oltre l'ultima magia di Ragland che ha cacciato all’inferno la squadra biancorossa che già assaporava la seconda finale di Supercoppa consecutiva.
Un sogno infrantosi in un’ultima azione che lascia un grosso amaro in bocca ad Aradori e soci.
Qual’è la sua spiegazione per questa bruciante sconfitta al fotofinish?
«Non l'abbiamo però persa lì. Abbiamo perso perché sul +9 non siamo stati in grado di gestire il vantaggio. Non dovevamo perdere tutti quei palloni e lasciare quei contropiedi ai nostri avversari. Detto questo, complimenti ad Avellino per come ha giocato e a Ragland per la freddezza nel finale».
Cosa salva della semifinale?
«Abbiamo giocato bene in difesa contro una squadra dal grande potenziale. Settantaquattro punti non sono poi tanti».
Cosa invece non ha girato bene in casa Grissin Bon?
«Il nostro attacco, possiamo segnare molto più di 72 punti».
La chimica di squadra com'è a questo punto della preparazione?
«Direi abbastanza buona, in campo ci siamo trovati abbastanza. I nuovi si stanno inserendo rapidamente».
Come ha vissuto la sua prima gara da capitano?
«E' stata una bella emozione, mi piace avere più responsabilità. Mi spiace però non essere riuscito ad arrivare alla finale, ci tenevamo tutti davvero moltissimo».(r.b.)
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