C’è anche un po’ di Reggio in quella Supercoppa
Il trionfo del Modena porta pure la firma dell’ex reggiano Santiago Orduna «Da voi sono cresciuto tantissimo, il Volley Tricolore è sempre nel mio cuore»
REGGIO EMILIA. Anche Reggio gioisce per la Supercoppa italiana conquistata dall’Azimut Modena orchestrata dall’indimenticato Santiago Orduna, al Volley Tricolore nelle stagioni 2011-2012 e seguente. Classe 1983, l’alzatore argentino è appena arrivato dagli scudettati cugini e si è già fatto riconoscere per talento, grinta e carisma guidando la finalissima chiusa sul 17-15 di un quinto set al cardiopalma contro la Sir Safety Perugia. Scoperto da un altro ex giallorosso, il coach Hugo Conte, Orduna non ha mai tranciato il legame con la nostra città proprio come i tifosi reggiani non hanno dimenticato lui accorrendo numerosi al PalaPanini per vederlo all’opera insieme ai talenti che hanno fatto risplendere il volley italiano alle ultimi Olimpiadi di Rio. «A fine partita sono venuti a salutarmi in tanti anche da Reggio ma purtroppo nella bolgia della vittoria non sono riuscito a salutare tutti così colgo l’occasione per farlo ora» dice “Santi”, questo il suo soprannome reggiano, al colmo della felicità.
Dopo una sfida così, parlare di soddisfazione è forse riduttivo.
«Già, è stata una soddisfazione enorme arrivata al termine di una partita molto dura e combattuta, sono molto felice di aver esordito a Modena con questo risultato. Non era facile nemmeno immaginarlo».
Dall’approdo a Catania in A2 nel 2009 fino all’A1 Modena, è stato un crescendo: che posto occupa Reggio in questa scalata?
«Un posto molto importante, sono state due stagioni in cui sono cresciuto moltissimo sia dal punto di vista del gioco che della maturazione personale. Ho costruito tanti bei legami di amicizia con i compagni come Luppi, Inserra e Grassano, con cui sono ancora in contatto, così come con il coach Luca Cantagalli, che era al PalaPanini anche sabato, e con il ds Giorgio Barbareschi».
Nuova vita anche per lui quest'anno.
«Sì, ci sentiamo spesso e mi racconta di come sta gestendo il suo nuovo ruolo a Reggio così come io gli parlo di questa grande avventura alla Azimut ricevendone ottimi consigli. Non mancherò di passare a salutarlo anche al PalaBigi appena possibile, così come aspetto i tifosi reggiani a Modena. Purtroppo il derby non c'è, peccato».
Com’è giocare al PalaPanini?
«Tanta storia della pallavolo italiana è stata scritta lì, credo che sia uno dei palazzetti più caldi e più belli del mondo. Giocare di fronte a 5mila persone è un'emozione unica. Poter servire giocatori come Ngapeth, Petric, Holt, Piano, Vettori e gli altri è bellissimo, sono tutti di altissimo livello e in grado di fare la differenza: c'è ancora tanto da lavorare ma la strada è decisamente quella giusta».
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