La carica di Menetti «Grissin Bon pronta Una grande stagione»
Basket serie A: domani a Caserta inizia il campionato Il coach: «Per noi è un campo sempre ostico: serve umiltà»
REGGIO EMILIA. Tutti pronti, o quasi, per l’esordio a Caserta, domani alle 18.15. Menetti, che ieri ha brindato con la squadra al Prospero, conferma che Strautins dovrà rinviare la sua prima apparizione ufficiale a sabato prossimo mentre il resto della squadra è pronta. «Arturs dovrebbe rientrare col gruppo mercoledi e giocare contro Sassari. Della Valle è a posto e sta bruciando i tempi di recupero della parte di preparazione che ha perso. Noi ci siamo! Pronti per un'altra grande stagione».
Come si immagina questo esordio?
«Si inizia su un campo che per noi è sempre stato ostico. Da un lato dovremo avere umiltà contro una squadra equilibrata che ha disputato un ottimo precampionato, dall'altro vogliamo proseguire il percorso iniziato in questi mesi e provare a portare a casa una vittoria che vorrebbe dire molto su un campo del genere».
Cosa si aspetta dai suoi?
«Tecnicamente abbiamo buone basi e si è visto anche contro Avellino. Mi aspetto un bel passo avanti per quanto riguarda la cattiveria agonistica e sotto l'aspetto della solidità. Come diceva il professor Nikolic a Varese, non dobbiamo dare un calcio al secchio del latte appena riempito per non sprecare quanto di buono messo in mostra fino ad ora. Nei momenti di difficoltà che ci saranno dovremo trovare le giuste rispose. Ci teniamo ad iniziare la stagione con un certo piglio».
Cosa si aspetta dalla regular season?
«Vorremmo qualificarci per la Final Eight come prima cosa e poi entrare nei play off il prima possibile».
In questa prima partita potete sfruttare il fatto di avere un gruppo più affiatato di Caserta?
«In parte si, ma loro vengono un’ottima preseason che gli ha dato grande fiducia. Per questo serve umiltà, solidità e cattiveria agonistica su un campo caldissimo».
Quali elementi di spicco vede a Caserta?
«Molto passa dalle mani di Sosa che conosciamo bene, hanno dei lunghi atletici e tecnici, giocatori esperti come Cinciarini, Gaddefors e Giuri che insieme a Dell'Agnello hanno salvato la squadra lo scorso anno».
La scelta di Aradori come capitano è stata abbastanza naturale?
«Non volevamo fare una scelta frettolosa, abbiamo analizzato vari aspetti e Pietro ci è sembrato un giocatore che aveva le caratteristiche e la personalità adatta al ruolo. Gioca da tempo ad alto livello e in un anno ha trovato un ottimo feeling con squadra e città».
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