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Guidone: «Se segno esulto» Danza: «Non potrei farlo»

di Jacopo Della Porta
Guidone: «Se segno esulto» Danza: «Non potrei farlo»

I due giocatori raccontano con che stato d’animo affrontano la loro ex squadra Dejan: «Resto legatissimo a Reggio ma mi piace svegliarmi e vedere il mare»

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REGGIO EMILIA. Reggiana-Santarcangelo sarà anche una gara fra due ex: in maglia granata gioca Marco Guidone che in Romagna ricordano per le tante reti segnate, mentre nelle loro fila c’è quel Dejan Danza che gli uomini di Colucci avevano già incrociato in Tim Cup nella trasferta di Vercelli.

Danza, classe 1995, l’anno scorso è stato limitato dagli infortuni e si è visto solo nella seconda parte della stagione. Comunque ha fatto in tempo a ritagliarsi uno spazio nel cuore dei tifosi, che ne hanno apprezzato le giocate e l’inventiva. Il suo nome, così evocativo, sembra quasi garanzia di fantasia: il padre lo ha chiamato così in onore del suo idolo rossonero Savicevic. Danza Sembrava destinato ad avere spazio nel nuovo corso granata, poi invece è partito nel mercato estivo.

Molto diverso invece il profilo del bomber Marco Guidone, che da oltre dieci anni calca i campi della Lega Pro, anche se è probabilmente maturato più tardi del previsto. E’ arrivato a Reggio nel corso dell’estate, voluto fortemente dal direttore sportivo Andrea Grammatica come alternativa o partner d’attacco di Ettore Marchi: nelle ultime quattro stagioni ha sempre superato la doppia cifra di gol realizzati.

Nelle ultime due partite il bomber ha faticato, come tutto il reparto avanzato, ma Leonardo Colucci dopo Lumezzane ha rivelato che non è al 100% a causa di problemi fisici. Problemi che però ieri l’attaccante ha assicurato di essersi lasciato alle spalle e di essere dunque pronto alla sfida di questa sera. Guidone è stato apprezzato fin da subito dai tifosi della Reggiana per lo spirito che mette in campo.

Sfidate la vosta ex squadra, sentite emozioni particolari rispetto alle altre gare?

Guidone. «No, nessuna, fa piacere vedere ex compagni ed ex dirigenti, però nessuna emozione particolare. Sono concentrato sulla partita».

Danza. «Fa sempre piacere tornare in un posto dove sono stato bene. Spero che i miei ex compagni possano raggiungere gli obiettivi che meritano ed io tiferò per loro».

Giochereste questa gara a casacche invertite?

Guidone. «No, se no sarei rimasto a Santarcangelo, sono contento di stare qui».

Danza. «Questo no. Adesso bisogna pensare al presente e devo dare tutto per questa nuova maglia, a Reggio sarei tornato volentieri ma adesso è iniziata una nuova avventura».

La classifica dice che ci sono solo due punti di differenza tra le due squadre.

Guidone. «Non sono stupito, so come si lavora a Santarcangelo, la fame di risultati quando si va in campo. Inoltre adesso sono due punti, poi speriamo che dopo la gara siano di più».

Danza. «La verità è che noi dobbiamo puntare a salvarci il prima possibile mentre loro hanno solo un obiettivo quest’anno: andare in Serie B».

Qual è l’arma in più della vostra squadra?

Guidone. «Tutto il nostro gruppo, il lavoro che stiamo facendo e l’umilità che ci mettiamo in ogni partita».

Danza. «Siamo un gruppo unito e chiunque gioca o viene chiamato in causa sa sempre farsi trovare pronto».

Chi togliereste agli avversari?

Guidone. «Il portiere, tanti ragazzi nuovi non li conosco, il portiere Michele Nardi lo conosco e so che è fastidioso, è un grande portiere per la categoria».

Danza. «Visto che Maltese si è tolto da solo -espulso sabato a Lumezzane, ndc- direi Spanò».

Che partita si aspetta?

Guidone. «Una partita come le ultime due con Sudtirol e Lumezzane, dove incontri squadre che si chiudono. Non sarà facile, dovremo provare ad avere il pallino del gioco, essere bravi ad aver pazienza

Danza. «Per noi ci sarà da soffrire ma si viene a Reggio per cercare di fare punti pesanti in uno stadio dove non sarà facile per nessuno portarne vie».

Chi vince?

Guidone. «Non so, non voglio sbilanciarmi. Speriamo noi...».

Danza. «Tifo per loro durante la stagione ma stasera, non arrabbiatevi, vinceremo noi».

Se segnate un gol esultate?

Guidone. «Certamente. Non è che se esulto manco di rispetto verso la mia ex società. Ho rispetto del Santarcangelo, ma io ora gioco alla Reggiana».

Danza. «No perché la gente a Reggio mi ha portato sempre rispetto e sono stato orgoglioso di indossare quella maglia perciò restituirei rispetto alla piazza».

Cosa vi manca della vostra precedente esperienza e cosa avete trovato in più nella vostra nuova esperienza?

Guidone. «Sono due realtà completamente differenti. A Santarcangelo non hai pressioni di nessun genere. Non hai spettatori, si vive bene. Non ti chiedono nulla di particolare. Però preferisco stare da questa parte, dove hai un pubblico esigente, devi dimostrare ogni settimana qualcosa. La cornice di pubblico ogni settimana, anche in trasferta, è molto bella».

Danza. «In via Agosti non mancava veramente nulla ma potrei dirlo tranquillamente anche per Santarcangelo però la realtà qua è completamente diversa. C’è sicuramente più tranquillità però, come dicevo prima, gli obiettivi sono differenti ed anche le strutture societarie. Potrei però dire che in più da queste parti c'è la possibilità di alzarsi la mattina e vedere il mare».

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