Gazzetta di Reggio

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«Siamo pronti a giocarcela contro la Dinamo Sassari»

di Adriano Arati

Il capitano Pietro Aradori non fa drammi e guarda già al big match di sabato «Dobbiamo migliorare la circolazione di palla e parlare di più in difesa»

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REGGIO EMILIA. «Una partita non la perdi mai davvero all’ultimo tiro, la perdi con gli errori che ti costringono ad arrivare a un finale così. Lesic e James? Sono gli unici nuovi, hanno bisogno di tempo e comunque stanno lavorando tantissimo».

Non fa drammi il capitano Pietro Aradori dopo la partita persa a Caserta.

Due gare, due sconfitte sulla sirena. Che succede?

«Il problema non è tanto quello, il problema è arrivare a giocarsela all’ultimo, vuol dire che prima avevamo fatto degli errori. In attacco abbiamo preso pochi tiri facili, dobbiamo migliorare la circolazione e passarci meglio il pallone».

In difesa?

«Parlare di più, migliorare nella comunicazione. In difesa non siamo andati male, li abbiano tenuti a un punteggio basso, ma possiamo crescere».

Il finale di gara l’ha guardato dalla panchina. È un problema per lei?

«No, io ho rispetto dei ruoli, il coach ha fatto la sua scelta per il bene della squadra. E questa è l’unica cosa che interessa pure a me».

Nelle vostre sconfitte sulla sirena, sono più i meriti di Giuri e Ragland, che hanno messo tiri difficili?

«E’ sempre una miscela di cose, loro sono stati bravi e fortunati. Queste cose in una stagione poi girano e tornano indietro, un’altra volta saremo fortunati noi».

I guai si sono verificati prima. Avete patito l’inizio?

«In parte sì. Loro sono tosti e molto fisici. Volevano presentarsi bene davanti ai loro tifosi e ci hanno aggredito, però poi abbiamo reagito».

A ogni modo, eravate rientrati bene in gara.

«E questo è il lato positivo da prendere. Sappiamo di aver fatto degli errori, ma comunque avevamo rimesso tutto a posto sino all’ultimo tiro».

I due nuovi stranieri James e Lesic stanno soffrendo tanto, dopo aver brillato nella preseason. Cosa ne pensa?

«Innanzitutto va ricordato che pre-campionato e campionato sono due mondi diversi. Poi non scordiamoci che loro sono gli unici due davvero nuovi, visto che Cervi non è uno sconosciuto per Reggio».

C’è bisogno di tempo?

«Sì, è solo una questione di tempo. Sono le uniche novità, hanno bisogno di inserirsi nel nostro sistema e hanno bisogno del tempo per farlo. Una cosa voglio dirla, lavorano e si impegnano come matti, ci vuole solo un po’ di pazienza».

Sabato giocate a Bologna contro Sassari, una delle corazzate della serie A. Dopo una sconfitta avrebbe preferito una rivale più morbida?

«Meglio così, ci vuole subito un’avversaria tosta, così ci togliamo subito il dente senza stare a pensare molto ad altro, siamo pronti a giocarcela».

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