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La Grissin Bon alla sfida-verità con la Dinamo

di Linda Pigozzi
La Grissin Bon alla sfida-verità con la Dinamo

Quattromila reggiani riempiranno l’arena bolognese Il coach Menetti: «Voglio vedere un miglioramento»

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REGGIO EMILIA. «Tanto lavoro, duro, sia sulla parte fisica sia su quella tecnica». La “medicina”, il coach Max Menetti, l’ha somministrata a più riprese ai suoi nella settimana che ha preceduto il big match con Sassari. La sfida si giocherà in anticipo alle 20.45 di stasera (diretta SkySport2 HD). Se la mole di lavoro compiuto in settimana avrà portato giovamenti al gioco, lo si vedrà stasera al pala Dozza. L’impianto di piazzale Azzarita ospiterà - causa restyling del Bigi il big match contro i sardi di Federico Pasquini. Sfida evocativa di battaglie neppure troppo passate, quella con la Dinamo, che attirerà nel palasport bolognese, secondo le stime, circa quattromila tifosi.

«Dopo quattro mesi riabbracciamo il nostro popolo - sottolinea Menetti - e lo ritroviamo nella nostra seconda casa perché al pala Dozza abbiamo vissuto grandi emozioni. Sarà bellissimo perché tutto l’impianto, vista la moltitudine di tifosi sarà colorato di biancorosso».

Il contesto ideale per un team che ha steccato di brutto la prima ufficiale.

«A Caserta abbiamo giocato una partita che a noi per primi non è piaciuta. Contro Sassari mi aspetto 40’ di temperamento e continuità. So benissimo che all’inizio della stagione non si può essere perfetti e sarebbe strano esserlo. Io mi aspetto un miglioramento un po’ su tutto. Mi aspetto grande pazienza da parte della nostra gente e tanta vicinanza per una squadra che ha tanti attori di una finale scudetto, anzi, di due finali scudetto, ma che ha anche cambiato tanto e quindi so che ci vuole un po’ di tempo» ammette Menetti.

Anche la Dinamo deve ancora del tutto rodare i meccanismi, ma è già avversaria contro cui andare a scontrarsi.

«Anche se ha cambiato tanto rispetto allo scorso campionato ed è ancora per avere un’idea precisa, Sassari è una squadra forte. Ha mantenuto la struttura e l’ossatura societaria e la continuità degli ultimi anni, visto che il tecnico Federico Pasquini era già il manager della squadra. I giocatori li conosciamo benissimo, avendoli incontrati tante volte nel corso degli anni: da Carter a Johnson-Odom. In più hanno mantenuto lo zoccolo duro degli italiani che è una parte molto importante del tea. Hanno quindi fatto un bel mix».

Ha insistito tanto su tanti aspetti il coach biancorosso, per prepararsi al big match con i sardi, ma soprattutto «sulla continuità, perché anche in Supercoppa con Avellino abbiamo fatto vedere tante cose positive ma non siamo riusciti a essere continui».

Nel post Caserta, in tanti hanno evidenziato la mancanza di un leader.

«Si continua a parlare di leadership - dice il coach - ma io credo che si debba parlare di leadership diffusa. Abbiamo un sistema tecnico ed emotivo nuovo ed è bene non restare legati al passato».

Scansa pure tutte le polemiche sulle prove deprimenti di James e Lesic e del poco brillante Needham.

«Io vedo tre ragazzi che hanno grandi valori umani e tecnici. Ci vuole solo la pazienza che la squadra entri in un meccanismo tale che anche loro riescano a rendere al 100%» taglia corto Menetti.

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