Doccia gelata per il Conad Redolfini fuori sei mesi
Rugby Eccellenza, a Mogliano il pilone ha rimediato la frattura della tibia Oggi sarà operato e fra un mese potrà cominciare la lunga riabilitazione
REGGIO EMILIA. Arrivano pessime notizie dall’infermeria rossonera.
Il pilone Luca Redolfini infatti, uscito dal campo in barella durante il match tra Conad Reggio e Mogliano Rugby, dovrà restare fermo a lungo. In seguito ad un contatto fisico con l’avversario l’avanti mantovano il rossonero ha infatti riportato una frattura scomposta alla tibia.
«È arrivata ieri la conferma della diagnosi fatta nel post partita – spiega Filippo Morsiani, medico del club reggiano -. La radiografia ha evidenziato una frattura scomposta della tibia, infortunio che prevede una risoluzione chirurgica. L’operazione è stata fissata per oggi per l’impianto di un chiodo endomidollare».
Per quanto il giocatore dovrà restare a riposo?
«Il recupero in teoria è relativamente veloce, come ogni altra frattura. Dopo un mese potrà ricominciare ad avere una vita normale. Per quanto riguarda invece il ritorno all’attività sportiva ad alto livello è tutto un altro paio di maniche. Bisognerà aspettare che si formi il callo osseo sulla frattura e si parla di qualche mese. Sicuramente potrà fare un lavoro dedicato in palestra e tenersi in allenamento, ma per il contatto io prevedo sei mesi di stop».
Anche Tomaso Bergonzini è alle prese con problemi fisici. Potrà recuperare per l’appuntamento di trofeo Eccellenza in programma sabato alla Canalina contro le Fiamme Oro?
«Per lui si pensava ad una lesione del legamento del pollice, ma la lastra ha dato esito negativo. C’è il sospetto comunque di un trauma a livello del legamento, ma niente di grave. Potrebbe essere già in campo sabato».
Ci sono atleti che potrebbero rientrare in rosa per il primo appuntamento di Trofeo Eccellenza?
«Sevian Daupi era reduce da una distorsione riportata durante il match contro Rovigo, ma in corso di settimana dovrebbe ritornare a disposizione. Si è già allenato settimana scorsa con la squadra, ma sentiva ancora dolore quindi si è scelto di tenerlo a riposo. Lo stesso vale per Nicolò Quaranta. Aveva riportato una contusione alla clavicola. Dopo i primi accertamenti si era esclusa la frattura, ma il dolore era ancora presente e si è deciso di tenerlo a riposo. Anche per lui gli allenamenti non si sono fermati, anche se c’è stata un’attenzione particolare al braccio e alla spalla per preservarlo da infortuni più gravi. A parte quella di Redolfini, sono tutte situazioni in via di risoluzione, che non escono dalla routine. Avendo tuttavia una rosa più ampia rispetto a quella dell’anno scorso ci si può permettere di tenere a riposo per un periodo più lungo i giocatori, in modo tale da offrire loro i tempi naturali di guarigione e assorbimento degli infortuni».
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