Trionfo Emilia Kart Due titoli mondiali targati Vezzano
Go Kart: vittoria a Pavia per il team di Lusoli e Longhi I piloti Lintyork e Pollastri primi nelle categorie 100 e 125
VEZZANO. Vincere un mondiale non è certo impresa facile. Vincere addirittura due titoli in altrettante categorie è davvero qualcosa di speciale.
A festeggiare è Emila Kart, un team di Go Kart di Vezzano che, grazie al primo posto del valdostano Etyenne Lintyork (12 anni) e del brianzolo Riccardo Pollastri, rispettivamente nei 100 e 125 centimetri cubici di cilindrata, ha sbaragliato gli avversari nella finale internazionale del Trofeo Easy Kart a Castelletto di Branduzzo (Pavia) lo scorso fine settimana.
La gara, riservata ai monomarca ha visto trionfare i due piloti del team condotto dal 43enne Andrea Lusoli e dal suo socio, il 22enne Riccardo Longhi che ora possono a tutti gli effetti fregiarsi del titolo di campioni del mondo.
«Siamo davvero felici - racconta Lusoli, che nel 2003 assieme ad altri soci, fondò la scuderia - della stagione che andiamo a concludere. Due titoli mondiali, ma anche tanti piazzamenti e un titolo italiano 125 conquistato dallo stesso Lintyork con Pollastri, suo vice. Questi successi ci ripagano di tanti insuccessi che durante una stagione inevitabilmente arrivano. Ora guardiamo con grande interesse al prossimo futuro».
Dove vi porterà il vostro futuro?
«In ordine cronologico a Las Vegas dove il 13 novembre iscriveremo i nostri piloti alla finale SKUSA, Super Kart Usa, che oltre a mettere in palio 10mila dollari di premio, mette a confronto 700 piloti ed offre una visibilità non indifferente. Per la prossima stagione, invece, andremo a confrontarci col campionato più difficile ma anche più importante, d’Europa: il tedesco DKM».
Proprio il campionato tedesco da sempre è fucina di talenti.
«Si. Jules Bianchi, il pilota recentemente scomparso, infatti, proveniva da li. Ma quasi tutti i piloti più importanti sono passati da quella scuola. Un campionato stimolante e che ha aperto le prospettive al resto d’Europa. La prima gara, infatti, si terrà a Lonato. Stanno facendo promozione. Un po’ come il Giro d'Italia che da anni esce dai propri confini».
Lei è un pilota?
«Sono stato navigatore nei rally, ma mai pilota vero e proprio. Ho corso qualche garetta ma niente di che. Il mio socio, invece, è stato campione italiano KZ 125 nel 2015. Sarebbero i Kart con il cambio e non a presa diretta come quelli della Easy Kart».
Perché ha scelto di lavorare con i ragazzi?
«Perché penso che coltivare talenti sia meglio che gestire vecchi temerari che non si rassegnano al tempo che passa. E poi, la scelta è quasi obbligatoria. Da sempre i Kart sono l’apripista per il pilota che verrà. Michael Schumacher fu campione nazionale in Germania. Noi li cresciamo, poi li vediamo volare via verso i successi anche in Formula 1».
È già successo a uno dei suoi piloti?
«Per ora no. Ma abbiamo avuto in squadra il figlio di Montoya. Speriamo che questo Mondiale possa aprire le porte ad altri talenti».
Sono più i papà o le mamme che vi avvicinano?
«I papà, che spesso sono ex piloti. Ci portano i figli che, come me, sono cresciuti nel mondo dei motori. Mio padre Ermes mi ha sempre portato a respirare gas di scarico e ascoltare i rombi dei motori».
Dove fate provare i kart ai piloti?
«Questa è la nota dolente. Chiuso l'impianto di Parma, ora dobbiamo andare a Lonato (Brescia). Un peccato, chissà se qualcuno in Regione vorrà trovare una soluzione. Qui dalle nostre parti si potrebbero fare grandi cose. Soprattutto perché ci sono imprenditori che hanno già espresso la volontà di realizzare qualcosa. Vedremo».
Come avete festeggiato?
«Come sempre. Pane e salame. Una scheggia di Parmigiano e un buon bicchiere di Lambrusco. Io vengo da Felina e sono abituato ai sapori di casa».
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