«Basket italiano debole I club devono reagire»
L’ad dell’Eurolega Bertomeu usa parole dure contro la Fip sul pasticcio coppe La Grissin Bon vuole ricucire e tornare appena possibile nell’Eurocup
REGGIO EMILIA. «In questo momento per noi l’Italia inizia e finisce con l’Olimpia Milano». Più che parole sembrano macigni le dichiarazioni di Jordi Bertomeu, il commissioner di Euroleague e organizzatore di Eurolega e di Eurocup. Ieri, intervistato dalla Gazzetta dello Sport per presentare la nuova formula dell’iper-competiva Eurolega a 16 squadre, ha parlato della guerra europea della pallacanestro con la Fiba iniziata nel 2015, senza andare molto per il sottile: «La Fiba ha deciso di prendersi una cosa che non era stata in grado di costruire da sola. Con una procedura d’autorità, senza un progetto che i club abbiano accettato». Dopo aver ricordato l’imminente sentenza della Corte Europea, attesa anche dalla Grissin Bon come spiraglio per rientrare nel giro Eurocup, Bertomeu si è concentrato sull’Italia, probabilmente la nazione di vertice che più nettamente si è schierata con la Fiba nella speranza di ottenerne vantaggi politici, dal preolimpico alla candidatura di Roma per le Olimpiadi 2024: «sono molto triste per quello che è successo in Italia. La Fip ha utilizzato la minaccia dell’esclusione dai giochi, segnale che non crede nella trasparenza di quanto accade al Cio. Se Malagò e Petrucci la pensano così, allora lo dicano». Le bacchettate ci sono anche per il movimento e i club, frammentati e incapaci di un fronte comune. Per il commissioner il movimento italiano «si è indebolito, ci si deve compattare, le minacce ci sono state anche negli altri Paesi, ma la reazione è stata diversa. Capiamo la pressione della federazione, non era facile ma si poteva rispondere diversamente. La riflessione deve partire dalla base e arrivare alla punta del basket italiano». Per ora, quindi, «l’Italia inizia e finisce con Milano, per noi è molto importante l’investimento che hanno fatto». Parole dolci ad Armani, certo, ma anche un segnale altrettanto forte. L’Eurolega è in grado di andare avanti da sola, e chi non riesce a trovare la quadratura al suo interno perderà il treno a suo svantaggio. Se in Italia esiste una realtà a favore della ricucitura questa è proprio Reggio, che non ha mai nascosto di volere tornare nell’Eurocup appena questo sarà possibile. La sentenza europea, se darà ragione all’Euroleague, potrebbe portare a una tregua forzata e al riconoscimento dell’Eurocup come competizione “accettabile” per la Fiba. Il pesante danno subito quest’anno però rimane, e non sarà cancellato, mentre il risultato del “sacrificio” a oggi sono macerie fumanti. A Reggio e Trento in tanti ringraziano.
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