Educare allo sport per evitare la violenza
Lunedì sera il convegno al circolo Pigal di Reggio, “Il calcio è di chi lo ama, chi ama il calcio?”
REGGIO EMILIA. Importante appuntamento lunedì prossimo, alle ore 20.45 presso la Sala Conferenze del Circolo Pigal di via Petrella a Reggio Emilia, con il con Convegno sulle nuove sfide educative nel mondo del calcio, con la con segreteria organizzativa affidata all’Asd FalkGalileo e la “certificazione” della sezione regionale Figc-Lnd.
L’importante iniziativa gode del patrocinio di Coni regionale, Regione, Provincia, Comune e Fondazione per lo Sport. Il nome attribuito alla serata dimostra l’attualità e l’importanza del tema “Il calcio è di chi lo Ama! Chi Ama il calcio?”.
Sono previsti gli interventi del presidente regionale della Figc - Lnd Paolo Braiati, della dott.sa Isabella Fusiello, questore di Reggio Emilia. di Alessandro Ruini attuale presidente della sezione Aia Reggio Emilia, del dottor Alberto Pioppi, sociologo formatore, del dottor Marco Tamelli, psicologo operatore Luoghi di Prevenzione RE e del dottor Alessandro Marconi, esperto marketing e comunicazione Landi Renzo spa che parlerà del valore sociale nella comunicazione. Temi di attualità e soprattutto che fanno riflettere tutto l’ambiente sia sportivo, sia sociale.
Il fenomeno di “Prima il Risultato” è vitale soprattutto a livello educativo delle nuove generazioni che si avvicinano ad ogni disciplina e non solo al calcio, oltre a preparare fisicamente gli atleti, bisogna inculcare in loro il puro spirito della sfida nella quale si può vincere e perdere senza drammatizzare, a volte la selezione viene attuata in base alle qualità tecnico-atletiche di ogni singolo individuo proprio per raggiungere i risultati sin dal settore scolastico.
Il Daspo vieta al soggetto ritenuto pericoloso di accedere in luoghi in cui si svolgono determinate manifestazioni, ma spesso si rivela inefficace, gli atti di violenza spesso non sono attuati solamente da pseudo-tifosi, ma da soggetti estranei al mondo sportivo. Anche sul ruolo dell'arbitro c’è da lavorare ancora molto, in quanto troppo spesso si assiste a episodi di eccessivo protagonismo che non fanno altro che creare malumore; la dirigenza Aia sta lavorando anche su questo per portare maggiore serenità all’interno del rettangolo di gioco. Non per ultimo ma importante il ruolo genitoriale, visti alcuni recenti episodi, dove la violenza è emersa in maniera esponenziale. Gli scontri a cui assistiamo sui campi di periferia e nelle palestre sono un pessimo segnale per i ragazzi; per eliminare questi fenomeni si deve cambiare la mentalità delle persone e bisogna partire soprattutto dalle scuole, nella speranza che un domani anche lo sport in qualche modo cambi. Perché ciò avvenga, le stesse società devono lavorare non solo sui figli, ma soprattutto sui genitori, insegnando due principi fondamentali, il primo consiste nel rispetto nei confronti dell’avversario ed il secondo è quello di tifare per la propria squadra sportivamente, eliminando ogni tipo di eccesso soprattutto verbale.
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