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Gabriele Gravina è sicuro «Barilli è solo il passato»

di Andrea Munari
Gabriele Gravina è sicuro «Barilli è solo il passato»

L’attuale presidente non teme la candidatura dell’ex numero uno granata «C’è consapevolezza di ciò che stiamo facendo rispetto alla vecchia governance»

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REGGIO EMILIA. Il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina nelle prossime elezioni dovrà vedersela contro un avversario inaspettato, quell’Alessandro Barilli che è stato numero uno della Reggiana e uno degli esponenti di rango della vecchia governance della lega. Proprio per questo Alessandro Barilli rappresenta un temibile avversario, anche se lo stesso Gravina è fiducioso del lavoro svolto fino ad oggi.

Com’è oggi la situazione della lega?

«Credo che oggi ci sia una lega matura, cosciente e consapevole di quello che è stato fatto in passato e di quelli che sono i progetti per il futuro».

Le elezioni sono confermate per il 24 ottobre?

«Aspettiamo la decisione del Tribunale Federale che avverrà nella giornata di oggi considerato l'ennesimo ricorso che è stato presentato in seguito all'assemblea ordinaria che si è svolta nel mese di settembre. Personalmente non vedo i presupposti perché debbano essere rinviate».

Si aspettava la candidatura di un avversario?

«Sono molto sereno per il lavoro svolto e per la consapevolezza che la Lega Pro ha acquisito. La possibilità di scegliere è un sintomo di democrazia, quindi ora si tratta solamente di una scelta da parte delle società».

Conosce il suo avversario Alessandro Barilli?

«Ci siamo incontrati e abbiamo sempre avuto un rapporto educato. Abbiamo posizioni politiche differenti poichè lui faceva parte di un consiglio di Lega che io ho screditato, però credo anche che alcuni punti dei nostri programmi siano affini».

Ci sono società che le hanno già manifestato il sostegno?

«Ci sono molte società che hanno approvato il lavoro svolto fino ad oggi e che per questo mi hanno già manifestato il loro appoggio. Quello che ritengo però fondamentale è che in molti provano grande dissenso nei confronti di quello che è stato il passato della Lega Pro».

Vede in Barilli un ritorno alla vecchia governance?

«L’ha dichiarato lui stesso che ci sono già stati molti amici che gli hanno manifestato appoggio e, considerato che lui stesso sosteneva la vecchia governance, essendo stato anche consigliere, è normale che sia così».

Quali sono i punti di forza del suo programma?

«Credo che in questi mesi la Lega Pro sia diventata uno strumento di sintesi che consente alle società di gestirla direttamente. Stiamo portando avanti tantissimi progetti mirati a migliorare il futuro di questa lega».

Alessandro Barilli ha dichiarato che serve più attenzione sui giovani?

«Dov’è la novità? È inserito anche nel mio programma e io stesso ho introdotto quest’anno il blocco sugli over».

Si ritiene oggi in vantaggio?

«Credo che sia normale che sia così, anche perchè c’è una notevole differenza di consenso tra il lavoro svolto da questa lega negli ultimi mesi rispetto a quanto fatto in passato dalla vecchia governance».

Si avvicina una data importante per le società con le prime scadenze dei pagamenti, siete preoccupati?

«Siamo preoccupati in generale, perchè sappiamo che i presidenti stanno facendo enormi sacrifici. Non abbiamo la bacchetta magica e proprio per questo motivo dobbiamo individuare un metodo sicuro per identificare le società che sono in grado di reperire le risorse necessarie per affrontare il campionato».

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