Gentile: «Sono tornato me stesso»
Basket serie A, l’esterno della Grissin Bon ha già convinto tutti: «Sto bene, ho ritrovato sicurezza e in campo si vede»
REGGIO EMILIA. È il più in palla, quello che meglio ha inziato la stagione, mettendo insieme, fra Supercoppa e campionato, tre gare di livello: Stefano Gentile sembra aver finalmente dissolto le ombre cupe che l’avevano inseguito per tutta la scorsa stagione. «Sto bene - esordisce l’esterno biancorosso -. Ho lavorato bene in estate e i risultati li sto vedendo ora».
Una buona condizione è il segreto delle prestazioni convincenti in campo?
«Sì. Purtroppo lo scorso campionato sono stato condizionato tanto, sia a livello mentale sia a livello fisico, dagli infortuni. Ora semplicemente riesco a esprimere quello che l’anno scorso facevo più fatica a fare».
Per tornare al top, non si è fermato un attimo in estate.
«Sino a fine giugno ho lavorato con il preparatore atletico Emanuele Tibiletti per recuperare dall’infortunio al polpaccio (Gentile rimediò un infortunio muscolare durante gara 6 della semifinale playoff con Avellino, ndr), poi per tutto luglio ho lavorato per ritrovare forza e sicurezza al ginocchio. Mi sono portato il fisioterapista anche per una settimana al mare per non interrompere il lavoro...».
Ad agosto ha vissuto con suo fratello Alessandro, l’esperienza a Los Angeles del clinic con il tiratore Mike Penberthy. Cosa le ha lasciato?
«È stata una bellissima esperienza che mi ha permesso di riprendere ciò che prima ero capace di fare e che a causa delle mie condizioni, non ero più in grado di fare. Quell’esperienza mi ha anche permesso di migliorare, perché Mike ci ha confidato trucchetti e segreti del tiro».
La “cura” le è servita?
«Sì. Ho una maggiore sicurezza. Riesco a fare tutto quello che l’anno scorso mi veniva solo a sprazzi».
Quest’anno il suo ruolo sembra essere proprio quello del tiratore.
«Io voglio dare il massimo. All’inizio della stagione avevo già detto che il mio obiettivo sarebbe stato quello di dare tutto nel momento in cui sarei chiamato a esprimermi. Voglio essere positivo in ogni situazione, al di là del ruolo».
Lei ha già convinto, la squadra un po’ meno. Cosa manca ancora?
«Siamo un team in crescita. C’è bisogno di tempo. Serve a noi, così come a tutte le nostre avversarie. In estate tutti hanno cambiato tanto e ora sono in cerca degli equilibri e di un gioco brillante».
Anche la Grissin Bon ha cambiato volto.
«Sono cambiate le gerarchie e dobbiamo trovare nuovi automatismi, cosa che lo scorso anno non avevamo dovuto fare perché il nucleo era rimasto. Quest’anno le cose sono cambiate, per questo abbiamo bisogno di tempo. Sono convinto che lavorando bene, potremo arrivare a giocarcela fino alla fine».
Quali sono i vostri margini di miglioramento?
«Dobbiamo migliorare in difesa, poi dobbiamo imparare a correre e a giocare di squadra in transizione. Altro punto su cui stiamo lavorando è superare la tendenza a disunirci quando ci sono difficoltà».
Domenica il match a Brindisi sarà un bel banco di prova.
«Ci vorrà concentrazione e un impegno extra per vincere su un campo difficile contro un team atletico e imprevedibile».
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