«Padova è stata come una casa la Reggiana però vuole vincere»
REGGIO EMILIA. Andrea Bovo, il centrocampista nativo di Mestre arrivato a Reggio in estate ha collezionato185 presenze con la maglia del Padova e lunedì sera giocherà contro il suo passato. La...
REGGIO EMILIA. Andrea Bovo, il centrocampista nativo di Mestre arrivato a Reggio in estate ha collezionato185 presenze con la maglia del Padova e lunedì sera giocherà contro il suo passato.
La Reggiana è guarita?
«Non credo fosse molto ammalata. Due passi falsi con squadre che si chiudono possono capitare. Stavolta sono arrivati i tre punti».
Con Andrea Bovo schierato come regista.
«Il nostro mister interpreta il modulo con grande elasticità e dinamismo, indipendentemente dalla posizione, pretendendo più attenzione ed una squadra ordinata tatticamente. Chi sta sulla mediana deve saper fare tutto».
Lunedì c’è la gara di Padova: cosa significa per lei?
«L’emozioni di tornare nello stadio che fu casa mia per cinque anni e mezzo. Lì ho vissuto momenti positivi come la promozione in Serie B e la delusione in un play off perso per la Serie A. Tante gioie che mi hanno portato a diventare padovano di adozione e quando ci sono tornato mi è sempre stata riservata grande accoglienza. Al fischio d’inizio però si penserà solo a giocare».
Stesso discorso vale per il suo collega Trevisan?
«Siamo due ex che vorranno onorare l'impegno al meglio».
Un Padova in crisi di risultati che avversario sarà?
«È sempre pericoloso affrontare squadre in periodi così così perché ci metteranno qualcosa in più per uscirne ma, da parte nostra, verrà preparata cercando di imporre i nostri tempi di gioco con la massima intensità perché se andiamo forte siamo difficili da affrontare per chiunque».
La chiave tattica?
«Aggredirli coi tempi giusti tutti insieme e sviluppare le trame offensive provate in settimana».
Teme qualcuno di loro in particolare?
«Madonna e Mandorlini sono gli unici con cui ho giocato ed il primo sull’esterno sa fare bene entrambe le fasi. Gli altri li ho sfidati e credo sia una squadra ben attrezzata e con individualità importanti, ora singhiozza un po’ ma va rispettata».
Stavolta sarà una trasferta in uno stadio vero.
«Ci siamo abituati perché a Reggio giochiamo sempre in un grande stadio e la cornice può contare appena scendi in campo ma poi devi saperti isolare».
Reggio e Padova vivono analoghe situazioni con vicini di casa ingombranti come Sassuolo e Cittadella in categorie superiori.
«A Padova come qua non manca nulla. Magari questo dualismo potrebbe essere un esempio per stimolarci».
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