Marquez già in trionfo: titolo e fortuna
MotoGp. A Motegi Rossi e Lorenzo cadono e spalancano le porte al nuovo campione del mondo: «Sì, ho avuto un po’ di c...»
Valentino Rossi e Jorge Lorenzo mangiano la polvere sulla pista di Motegi, casa Honda, regalando un insperato trionfo a Marc Marquez, primo in pista e campione del Mondo per la quinta volta, la terza in MotoGp, a soli 23 anni. La caduta del Dottore al settimo giro e quella del campione uscente al 19esimo lasciano via libera verso vittoria e titolo al fuoriclasse spagnolo, che sale sul podio con Andrea Dovizioso, secondo con la Ducati, e Maverick Vinales, terzo con la Suzuki. «Ho avuto un po’ di c...», ammette felice Marquez, che dedica il trionfo alla nonna, morta pochi mesi fa.
È festa grande per la Honda che, invece della temuta debacle e dopo la gran paura per Pedrosa, umilia una Yamaha sensibile alle nuove gomme e annulla le pur ridotte speranze di Rossi di agguantare il decimo mondiale. A 38 anni, nel 2017, la caccia sarà ancora più dura. Niente al semaforo verde lascia presagire un colpo di scena. Rossi, in pole, Marquez e Lorenzo danno subito battaglia, ma presto l'Honda è davanti a tutti. L'italiano passa Lorenzo ma poi osa troppo, perde l'anteriore alla curva 10 e cade. Risale in sella, va i box ma il sogno è svanito e rinuncia a rientrare. «Non mi aspettavo di cadere, andava tutto bene - spiega amaro il Dottore -, se è successo ho sbagliato qualcosa». Acciaccato per la caduta nelle prove, Lorenzo fatica a star dietro a Marquez che sente l'odore del sangue. Il maiorchino, con Dovizioso minaccioso alle spalle, si arrende a sua volta, cadendo. Il cartellone dei box avverte il leader - «lì ho avuto una fantastica sensazione», ammette senza pudori - che completa cinque giri d'onore consecutivi, nel tripudio del pubblico. Cancellate le amarezze del 2015, con le polemiche e le accuse di Rossi per il suo presunto “gioco sporco” a favore di Lorenzo a Valencia, Marquez si riprende il titolo MotoGp che aveva già conquistato nel 2013 e 2014 e si conferma protagonista assoluto del MotoGp, con un lungo e probabilmente glorioso futuro davanti. «Dopo la scorsa stagione è una cosa speciale tornare subito al vertice sulla pista del mio team - dice lo spagnolo -. Sono felicissimo per me e la squadra, ma il Mondiale lo dedico a mia nonna che è mancata quest'anno». La sua Honda non era forse a livello della Yamaha, almeno non a inizio stagione, ma lui ha saputo trarne il meglio, costringendo due fuoriclasse come Rossi e Lorenzo a cercare una disperata rimonta nelle ultime quattro gare, subito fallita. La Yamaha, spesso in crisi nella gestione delle Michelin, un problema denunciato anche dai ducatisti Dovizioso e Iannone, ha tradito i suoi piloti costretti spesso a guidare al limite per tener testa a Marquez.
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