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«Lavoriamo sui giovani come ha fatto il Belgio»

di Andrea Munari
«Lavoriamo sui giovani come ha fatto il Belgio»

Alessandro Barilli lancia la sfida: «Io espressione del vecchio? Sorrido, Gravina è nel calcio dal ’90»

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REGGIO EMILIA. Rimane un tifoso della Reggiana «Per com’è stata costruita la squadra e per le individualità ad oggi è sicuramente tra le 3 o 4 squadre più forti del girone. In più ha ancora fuori elementi molto importanti», ma Alessandro Barilli è anche l’uomo che sfiderà Gabriele Gravina nelle prossime elezioni per il presidente della Lega Pro.

Da dove nasce la volontà di candidarsi?

«Vorrei riuscire a completare un percorso che ho intrapreso in una realtà che conosco bene».

Quali novità può portare?

«Ho stilato un programma molto sintetico, con quattro o cinque punti fondamentali anche perché il tempo a nostra disposizione non è tantissimo. Vogliamo introdurre un sistema aziendalista e interagire per raggiungere degli obiettivi importanti per tutto il sistema calcio».

Gravina ha detto che lei è espressione del passato...

«Fa sorridere questa cosa, perché è vero che ho fatto parte del vecchio direttivo di lega, però faccio parte del mondo del calcio da pochi anni. Credo che Gabriele Gravina sia nell’ambiente con svariate carichedal 1990 quindi a me si potrebbe dire che sono inesperto, ma sicuramente non vecchio».

Quali sono i punti di forza del suo programma?

«Il tema dei giovani è il nostro fiore all’occhiello. Per noi il concetto di under e over è superato. Vogliamo puntare l’obiettivo sulla crescita dei giovani nelle fasce di età tra i 6 e i 17 anni, con un lavoro importante nei settori giovanili Nella Juventus è stato convocato in prima squadra un ragazzo di 16 anni ed è su questi che dobbiamo lavorare, come hanno fatto in paesi come Svizzera e Belgio, con una programmazione importante. Dobbiamo smettere di pensare di fare la Nazionale della Berretti che non serve a nulla».

Cosa manca in lega?

«Vogliamo portare in lega una squadra di persone nuove, che rappresentano anche piazze importanti per consentire un futuro importante alla Lega Pro».

Il poco tempo è uno svantaggio?

«Siamo consapevoli di essere partiti in ritardo e questo può essere un grande vantaggio per i nostri avversari, però lo slittamento delle elezioni di qualche settimana è un sintomo importante di democrazia perchè si da a tutti la possibilità di presentare i propri programmi ».

Chi vede in vantaggio?

«Le aspettative che avevamo inizialmente erano molto inferiori rispetto ai riscontri avuti, con molte società che mi hanno contattato per dimostrarmi il loro sostegno. Io sono un uomo d’azione più che un politico, però mi sono calato nel ruolo e vedo in modo positivo il lavoro che abbiamo svolto».

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