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Pallamano / serie a2

Giovanardi, jolly della Pizzikotto «Non possiamo perdere ancora»

di Nicolò Rinaldi
Giovanardi, jolly della Pizzikotto «Non possiamo perdere ancora»

RUBIERA. La Pizzikotto Rubiera è partita con notevoli ambizioni, ma l'avvio di campionato si presenta già in decisa salita per la formazione di Agazzani. Domenica i biancorossoblù sono incappati in...

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RUBIERA. La Pizzikotto Rubiera è partita con notevoli ambizioni, ma l'avvio di campionato si presenta già in decisa salita per la formazione di Agazzani.

Domenica i biancorossoblù sono incappati in un sonoro capitombolo a Poggibonsi, perdendo una sfida che Sentieri e soci stavano guidando senza problemi: un campanello d'allarme in vista di sabato prossimo, quando la Pizzikotto ospiterà l’Estense Ferrara in occasione della seconda giornata di A2.

«Di certo la nostra è una squadra che sa esprimere una pallamano di qualità - evidenzia il centrale jolly rubierese Gabriele Giovanardi -. D’altro canto, se vogliamo davvero essere grandi, ci servono notevoli passi avanti sul piano della concentrazione».

Cosa vi è successo? A inizio ripresa eravate avanti sulla Poggibonsese per 11-18, poi il crollo…

«Nel primo tempo abbiamo legittimato in pieno il largo vantaggio che ci siamo ritagliati. In particolare, ottima la nostra difesa: l’attacco ha invece avuto qualche sbavatura in più, ma niente di grave. Durante la seconda frazione, purtroppo la luce si è spenta soprattutto sul piano mentale: peraltro, si tratta di un problema che ci era capitato pure in alcune partite della passata stagione».

Ora all'orizzonte c'è il derby contro l'Estense, fresca di retrocessione: se doveste perdere ancora una volta, nel vostro gruppo potrebbe farsi largo un pericoloso malumore?

«L’opzione sconfitta è fuori dai miei pensieri: non possiamo permetterci il lusso di perdere altri punti per strada. Dovremmo essere al completo, e dunque non avremo scusanti: se avremo la giusta predisposizione psicologica, sono sicuro che centreremo una convincente vittoria».

È soddisfatto del suo inizio di stagione?

«Non del tutto. In Toscana ho giocato ben al di sotto delle mie potenzialità, forse perché devo abituarmi al ruolo che ora rivesto: a differenza del recente passato, adesso sono un centrale che all'occorrenza è pronto a dare una mano anche come ala. Una novità gratificante, ma devo ancora assimilarla e applicarla al meglio».

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